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La rabbia di Ravagli e Lorenzetti: «Arpat sbaglia i tempi e i modi»
L'assessora di Massa e il sindaco di Montignoso contestano i prelievi eseguiti con la pioggia sulla costa apuana e non su quella versiliese
MASSA. La politica e i distinguo ideologici questa volta vengono meno. Il piddino Gianni Lorenzetti, sindaco di Montignoso e presidente della Provincia e la leghista Veronica Ravagli, assessora all’ambiente del Comune di Massa, sono della stessa opinione. Del resto navigano nello stesso mare - è proprio il caso di dirlo - e si ritrovano entrambi (leggi articolo sopra) con la bandiera blu che sventola e i cartelli di divieto che fanno bella mostra in spiaggia. E se la barca è la stessa, beh le stesse sono le notazioni e le proposte.
Gianni Lorenzetti ha fatto salti di gioia quando ha scoperto che il suo Comune è una delle new entry e che quest’anno la Fee gli ha riconosciuto la bandiera blu: « Un risultato storico che ci riempie di orgoglio, un sogno che si realizza - è stato il suo commento - Non abbiamo mai smesso di crederci e di impegnarci per riuscire a ottenere questo riconoscimento. Adesso il nostro Comune può vantare anche questo simbolo, sinonimo di qualità e di sostenibilità delle spiagge e del mare. Non è stato certamente un percorso facile, in questi anni abbiamo lavorato seguendo tre principi: sostenibilità, accessibilità e rispetto». Un risultato che - e Lorenzetti lo sottolinea a chiare lettere - rimane tutto anche se in parte “oscurato” dai divieti. E proprio su quei divieti il sindaco Lorenzetti intende togliersi qualche sassolino - neppure troppo piccolo in realtà - dalle scarpe: «Bandiera blu non è solo qualità delle acque. Fee ha certificato l’alto standard dei nostri servizi. Certo se Arpat fa i campionamenti quando c’è mareggiata e nei giorni di pioggia che seguono a lunghi periodo di secca, beh non mi pare la strada giusta. Piuttosto credo che sia un modus sbagliato. Credo che su questo tema Arpat e Regione debbano metterci testa. Il meccanismo non è quello giusto tanto più che i prelievi si fanno in prossimità delle foci di fiumi, canali e canaletti. Credo ci sia un errore di valutazione. Non si possono fare campionamenti con pioggia e mare mosso. Non dimentichiamo che con il mare mosso il bagno non si fa».
L’assessore massese Ravagli non le manda a dire. E se, come Lorenzetti, contesta i tempi dei prelievi, eseguiti in occasione delle piogge, aggiunge pure che il fatto che si campioni il nostro litorale e non quello versiliese crea condizioni di «disparità e compromissione di un inizio di stagione già difficile. I prelievi - continua la Ravagli - si facciano nello stesso momento e con le stesso condizioni meteo a Massa Carrara e a Lucca, evitando così che la nostra provincia risulti penalizzata.Ora, in un momento di crisi, quando il turismo ha bisogno di ripartire, anche per dare lavoro, da noi si campiona con la pioggia, in Versilia no». L’assessora spiega infatti che le «piogge , dopo la secca, determinano il dilavamento di fiumi e torrenti aumentando la carica batterica. Carica che - aggiunge - la salinità del mare è in grado di abbattere in 24 o 48 ore. Noi abbiamo fatto analisi al Lavello e non abbiamo riscontraoi sforamenti. È Arpat che deve cambiare ». — <QM>
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