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Pontremoli, l’addio allo psichiatra Magnavacca
Pontremolese, è deceduto all’ospedale di Pontedera, dove era ricoverato per una grave polmonite. Aveva avuto il Covid
PISA. Michelangelo Magnavacca, 68 anni, psichiatra e psicoterapeuta comportamentale del Sert della zona di Massa-Carrara, residente in centro a Pisa, è morto nei giorni scorsi all’ospedale Lotti di Pontedera dove era stato ricoverato nel reparto “bolla” il primo maggio. Un uomo «buono, molto elegante, empatico», che sapeva entrare in contatto con i colleghi e i pazienti, così lo ricorda chi - come il dottor Maurizio Varese, responsabile del Sert apuano - ha condiviso con il medico esperienze professionali fino a quando non è andato in pensione. La notizia ha colto di sorpresa i colleghi dell’azienda Asl Toscana Nord Ovest, in particolare dell’area della Lunigiana dove lo psichiatra, la cui famiglia è originaria di Pontremoli, aveva lavorato fino a tre anni fa, occupandosi in particolare di alcolismo. All’inizio dell’anno avevano saputo che Magnavacca aveva problemi di salute ma non pensavano che la situazione potesse precipitare. Nel mese di febbraio, dopo alcuni problemi di salute, era stato ricoverato nella Rsa Leoncini di Pontedera. Ha avuto la sfortuna che proprio in quel periodo il virus entrasse nella struttura assistenziale. È rimasto per due settimane asintomatico ma poi ha avuto una grave forma di polmonite ed è stato ricoverato all’ospedale di Cisanello, come ricordano i familiari colpiti dal dolore. Chi muore in questo periodo spesso se ne va in silenzio e solitudine e forse è anche per questo che la notizia della morte dello stimato professionista si è diffusa solo ieri, dopo che è stato pubblicato il bollettino quotidiano dei positivi Covid e delle vittime. Alla fine di aprile sembrava che il medico avesse vinto la malattia.
Alla famiglia, come conferma uno dei due figli, era stato detto che i tamponi erano negativi. Dunque c’erano le condizioni per trasferirlo di nuovo alla Leoncini. Ma pochi giorni dopo la tosse si era presentata di nuovo, tanto che era stato trasferito nel reparto Covid di Pontedera.
«Non aveva più il virus – dice il figlio – era risultato negativo. Da qui è stato ricoverato in Medicina 1, dove è morto il 5 maggio». La moglie e i figli pensavano che avesse superato la fase più difficile del coronavirus. Il dolore del distacco prevale su tutto in questo momento. Ogni valutazione è rinviata a un secondo momento. «Non mi sento di dire che è morto per il Covid – dice uno dei figli – sicuramente lo avrà indebolito. Ormai siamo in una situazione da cui non si torna indietro...».
Tante le testimonianze di cordoglio arrivate alla famiglia. «Siamo rimasti colpiti e addolorati dalla sua scomparsa – ribadisce il dottor Maurizio Varese, responsabile area dipendenze dell’Asl Toscana Nord Ovest –. Lascia un vuoto umano e professionale. Tutti gli operatori del servizio Sert della zona delle Apuane e della Lunigiana si stringono vicini a tutta la famiglia Magnavacca». Il dottor Magnavacca lascia anche l’anziana madre e il fratello avvocato. —
Sabrina Chiellini. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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