Il Tirreno

L’appello dello chef 

«Burocrazia e restrizioni, così il 50% dei ristoranti chiuderà»

Alessandra Vivoli
«Burocrazia e restrizioni, così il 50% dei ristoranti chiuderà»

Parla Nicola Gronchi  dalla tolda del noto locale “Romano” di Viareggio: abbiamo bisogno di aiuti concreti e di certezze

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CARRARA.

È un appello a cuore aperto quello che arriva da uno die più famosi e promettenti chef del territorio apuabo. Nicola Gronchi, da alcuni mesi sulla tolda del ristorante Romano di Viareggio parla del futuro del settore. Con grande preoccupazione.

«Ora basta... Ascoltateci - dice rivolgendosi alle istituzioni - Con queste misure il 50 per cento dei ristoranti chiuderanno». E Gronchi entra nello specifico.

«Punto primo trovo veramente sbagliato che non si siano fatte distinzioni di regione in regione a seconda del contagio - dice - Poi i cosiddetti aiuti tardano ad arrivare ma le spese rimangono. Chi meglio di noi che viviamo di ristorazione che da anni facciamo sacrifici stando in cucina 14 ore al giorno saltando feste e ricorrenze, dobbiamo sedere a quel tavolo dove vengono decise le misure per la ripartenza».

«Si sentono tante cose ma di ufficiale niente e a giorni torneremo al pezzo - continua - Parlo al presidente della regione e alle istituzioni. Dateci i mezzi e la forza per sopravvivere altrimenti tante famiglie non ce la faranno. Semplificare levare la burocrazia per qualsiasi permesso e vincolo. Abbiamo bisogno di aiuti e subito».

«Io credo e sono convinto che dobbiamo impegnarci perché tutto ritorni come e meglio di prima dell’arrivo di questo virus - conclude Nicola Gronchi - Io tornerò con la solita passione ma con ancora più entusiasmo. Le porte di Romano a Viareggio presto si riapriranno e sarò lì per far passare delle magnifiche serate alla clientela storica e nuova. Non vedo l’ ora». —

a.v.

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