Il presidio
Simonini: «Crollo, soltanto ipotesi Nessuna responsabilità dell’Anas»
Audizione di fronte a due commissioni alla Camera per l’ad dell’azienda: «Dalla Provincia nessun documento su monitoraggi»
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Il lavoro della commissione interna istituita da Anas sul crollo del ponte di Albiano Magra per ora produce silenzio sulle responsabilità. Ieri l’amministratore dell’azienda Massimo Simonini, in un'audizione davanti alle Commissioni riunite Ambiente e Trasporti della Camera ha ribadito le ipotesi già raccontate dalla ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli: probabile colpa di una soletta in cemento aggiunta al ponte negli anni ’90 - dunque sotto la gestione Anas - e di una frana in movimento sul lato Caprigliola. La magistratura di Massa d’altronde indaga e Anas non vuole esprimersi prima della procura. Simonini ha comunque ribadito la propensione per l’idea di costruire un ponte temporaneo, che ha già trovato il fronte dei “no” dell’intero territorio.
«Allo stato attuale, non possibile formulare che mere ipotesi in ordine alle cause del crollo, e dunque non possibile ipotizzare profili di responsabilità nell'esecuzione dei controlli e delle ispezioni, che peraltro sono stati tutti eseguiti da tecnici specializzati», ha detto Simonini di fronte agli onorevoli e alle onorevoli.
Tornando sulle ipotesi già presentate dalla ministra De Micheli: «La prima ipotesi riguarda il sovraccarico dovuto alla sovrapposizione della soletta eseguita negli anni 90. La seconda il movimento progressivo imposto alla struttura dalla spinta di una frana, lato Caprigliola, il cui lento avanzare potrebbe aver generato nel tempo un incremento dello stato di sollecitazione del ponte».
Pur senza entrare nel merito qualche messaggio Simonini nell’audizione lo manda. Ha ricordato come la strada sulla quale si trovava il ponte fu trasferita in gestione alla Provincia ed è stata ripresa in carico da Anas nel novembre 2018. «L’operazione non ha previsto il trasferimento dalle province ad Anas del personale tecnico, operativo e amministrativo correlato ai chilometri rientrati», ha detto riferendosi a una revisione complessiva della gestione a livello nazionale. Come dire, stessi uomini e chilometri in più.
Ha ribadito che all’atto del passaggio di consegne nel novembre 2018 i tecnici della Provincia non segnalarono adi Anas alcuna criticità relativa al ponte in questione, né situazioni di pericolo preesistenti sono state evidenziate nel corso delle interlocuzioni e dei sopralluoghi precedenti il momento della consegna. «Non è stata poi trasferita alcuna documentazione relativa ad eventuali attività di monitoraggio o ispezione del ponte stesso», aggiunge.
«Nel rispetto delle disposizioni vigenti, Anas sull’opera d'arte ha eseguito quattro ispezioni ricorrenti trimestrali e, in data 18 settembre 2019, è stata effettuata l'ispezione principale dalla quale non sono emerse criticità connesse alla staticità del ponte». —
L.R.D.
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