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«Ringraziamo Toti ma aprire le spiagge così è impensabile: servono i protocolli»
Parla Roberto Aliboni del bagno Tritone a Marinella «Vicino a noi l’arenile libero è ancora invaso dal lavarone»
Alessandra Vivoli / sarzana
«Noi lo ringraziamo, ma non dipende tutto da Toti».
Lo dice Roberto Aliboni , titolare del bagno Tritone a Marinella e di un altro stabilimento a Marina di Massa.
Nel versante ligure la stagione balneare può iniziare la prossima settimana: il 18 maggio, lo ha stabilito il governatore Giovanni Toti con una ordinanza che, di fatto, anticipa le disposizioni del governo.
A Marinella siete pronti per aprire la prossima settimana?
«Cominciamo col dire che noi del settore abbiamo il cervello fuso a furia di poter pensare a questa stagione - precisa Aliboni - Ci dicono che si può aprire, ma a pochi giorni dal 18 non sappiamo ancora nulla di concreto. In spiaggia, per il momento, non ci possiamo mettere nemmeno un piede. Lo abbiamo fattomesi fa per la pulizia: adesso è impensabile piantare un ombrellone. L’ordinanza c’è ma servono anche i permessi del Comune: quello di Sarzana fino ad oggi non si è espresso».
Ma allora la vostra stagione è davvero alle porte? Gli stabilimenti sono attrezzati per ripartire?
«Noi abbiamo fatto tutta la manutenzione in una struttura chiusa - sottolinea - Non conosciamo, ad oggi, ma le linee guida, i protocolli del governo, potrebbero uscire in qualsiasi momento, le distanze necessarie fra un ombrellone e l’altro. Si parla di 10 metri quadrati per ogni zona d’ombra, in sostanza 3 metri e mezzo lineari. Per il mio stabilimento non cambierebbe nulla: dovrei rinunciare a una fila di postazioni , quelle dei giornalieri. Certo la spiaggia per noi è già poca perchè dobbiamo fare i conti con l’erosione. Per quel che rigaurda gli ingressi separati, invece, non abbiamo problemi, Ma ci sono tanti altri nodi da sciogliere e, lo ripeto, l’ordinanza Toti non basta».
Perché l’ordinanza del governatore Toti non basta ?
«Le ordinanze regionali devono essere confermate dai Comuni: da Sarzana non è ancora arrivata alcuna linea guida. Per quel che ne sappiamo noi in spiaggia non possiamo nemmeno metterci un piede, figurarsi piantare un ombrellone».
Quali sono gli altri nodi da sciogliere?
«Beh, basta venire a fare un salto qui per rendersi conto che i problemi da risolvere, da qui al 18, non sono solo legati ai protocolli e alle distanze fra un ombrellone e l0altro. La spiaggia libera al confine fra il mio bagno e lo Zena è ancora invasa da sporcizia e lavarone. È così da ottobre, non è mai stata pulita. Ecco, io dico: ma è pensabile di aprire gli stabilimenti con un arenile libero in queste condizioni?»
«C’è anche un altro aspetto da non sottovalutare - continua - I nostri clienti sono per lopiù lombardi: abbiamo clienti fissi che vengono da quella zona. Se non sarà consentito poter raggiungere le seconde case, come pensiamo possano venire al mare?»
Ci sono altre incertezze, altri aspetti su cui fare chiarezza?
«Non si è parlato, ad esempio, di come sarà possibile gestire la ristorazione. Noi abbiamo una veranda, naturalmente all’aperto, ma nessuno ci ha detto se potremo fare da mangiare, come dovranno essere disposti i tavoli. Anche questa è un’altra bella incognita. In generale si può dire che mancano i protocolli, quelli a cui tutti dovremmo attenerci.
Ma allora lunedì aprirete o no?
«In questo momento è difficile dirlo: bisogna vedere come evolveranno le cose. La situazione è in divenire e, soprattutto, non è sufficiente l’ordinanza. Ci vogliono anche i protocolli».
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