Il Tirreno

LA FASE DUE

«Ma noi possiamo aprire?»: bed&breakfast dimenticati

manuela d’angelo
Daniela Raggi  e Debora Fioravanti
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Daniela Raggi e Debora Fioravanti

Daniela Raggi (Il Cuore): non sappiamo come muoverci, il governo ci ignora. Debora Fioravanti (La Foglia verde): avevo già prenotazioni fino ad agosto

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Un settore “dimenticato” durante questa emergenza coronavirus, e quindi, più di atri, in ginocchio: stiamo parlando delle strutture turistiche «extra-alberghiere», i Bed and breakfast, in altre parole, che, ad oggi, non figurano in nessuno dei decreti del presidente del Consiglio dei Ministri, in nessuna faq, in nessuna lista di aziende pronte alla riapertura.

A denunciarlo è l'associazione nazionale dei B&b di cui fanno parte anche molti dei bed and breakast apuani, definiti “non imprenditoriali”, cioè privi di partita Iva. Uno dei b&b più frequentati della provincia apuana è sicuramente Il Cuore di Daniela Raggi, in pieno centro storico a Massa. «Il governo si è completamente dimenticato non di me singola imprenditrice, ma del 70% dei B&b italiani privi di partita Iva, che non hanno potuto richiedere l'incentivo di 600 euro, ma soprattutto che non hanno nessuna linea guida per il futuro, al contrario degli alberghi».

Il settore extra alberghiero (dati del Sole 24 Ore) coinvolge più di 400mila strutture in Italia “regolarmente autorizzate” con e senza partita Iva, che coinvolgono un milione di persone, le quali sopravvivono con il solo fatturato del turismo o trovano in questa attività un’integrazione al loro reddito, e che hanno perso circa l'80% del fatturato nel 2020. «Sono chiusa dal 1 febbraio- continua Daniela Raggi- il che significa che non ho guadagnato nulla da quel giorno, dovendo disdire tutte le prenotazioni che già avevo avuto per Pasqua, 25 aprile e Primo maggio. Nel decreto- continua- si legge che le strutture alberghiere avrebbero potuto aprire, anche in questi mesi, per situazioni di necessità e salute. Ebbene io ho avuto l'occasione di una prenotazione urgente di questo tipo; ho fatto richiesta alla Prefettura per apertura straordinaria, ma mi è stato risposto che non era possibile, perchè il b&b non figurava tra le aziende con codice Ateco disposte per le aperture. In realtà noi non abbiamo alcun codice Ateco. Siamo inesistenti per il Governo».

La titolare del B&b “La Foglia verde” è un'altra donna imprenditrice, Debora Fioravanti, che manda avanti la sua piccola impresa tutta da sola: «Ho tre camere- racconta- e una grande veranda dove gli ospiti facevano colazione. Se mi permettessero di riaprire dal 18 credo che, all'inizio, non potrei più offrire la colazione. Diventerei solo “bed”. Sarebbe molto triste. Poi, sono sicura, riuscirei ad organizzarmi con le dovute distanze tra i tavoli e gli ospiti. Avevo prenotazioni quasi fino ad agosto: mi mancheranno le mie famiglie tedesche e bulgare, e il grande via vai dall'est Europa e dalla Germania. Solo con i clienti toscani, soprattutto Prato e Firenze, nessuno di noi potrebbe sopravvivere».

«Io sono pronta a ripartire, appena me ne daranno la possibilità- conclude Daniela Raggi- Ho già predisposto un tavolino in ogni camera da letto, dove poter consumare la colazione lontano dagli spazi comuni; ogni stanza ha un terrazzino dove potrei servire la cena ordinata nei ristoranti del centro storico con cui mi sto mettendo d'accordo, per fare sinergia. La sanificazione, per chi è sempre stato un posto pulito, non è un problema: acqua e candeggina, come abbiamo sempre fatto, è il metodo migliore. I b&b sono luoghi piccoli, poco affollati per definizione; il turista non ha motivo di temere per la sua salute e noi dobbiamo rimetterci in gioco. Non abbiamo più tempo di aspettare». —

manuela d’angelo
 

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