Il Tirreno

Dall’intensiva a casa nostra: le anime dell’infermiere

Chiara Sillicani
Dall’intensiva a casa nostra: le anime dell’infermiere

La dirigente Fornari spiega il ruolo della categoria  all'ospedale e nei servizi territoriali

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MASSA. Che ci siano e contino lo sappiamo. Ma il Covid ci ha chiarito quanto contino e quanto sia grande il loro contributo. Sul territorio, negli ambulatori e nei distretti, in corsia, in sala operatoria, in rianimazione. Gli infermieri. In prima linea in questa emergenza. Figura che emerge ora con contorni più netti. Anna Fornari, una delle dirigenti infermieristiche Asl, i sacrifici fatti dall’intera categoria li conosce bene: «Hanno risposto prontamente e non dimentchiamo che spesso si sono ritrovati a lavorare in reparti che, per far fronte all’emergenza, venivano modificati dalla sera alla mattina. E adesso sono ancora in campo per combattere un’altra grande battaglia, quella che si sta combattendo sul territorio». Sì perché se il carico sugli ospedali è alleggerito, c’è ancora la presa in carico dei pazienti a domicilio, negli alberghi sanitari, nei reparti di cure intermedie, nelle Rsa (alcune, causa Covid, sono passate alla gestione diretta dell’Asl).
Gli infermieri ci sono stati e ci sono:« Pensiamo - Anna Fornari torna ai giorni più neru - al ruolo degli infermieri più esperti nei reparti di intensiva e sub intensiva, al contributo che hanno dato». Contributo fondamentale quello dell’infermiere, contributo necessario per reggere l’emergenza tanto che l’azienda ha deciso di assumere:« In tutta l’Asl Toscana Nord Ovest sono stati assunti 450 tra infermieri e operatori, la maggior parte a tempo indeterminato».
Ospedale e territorio. Basti pensare ai tamponi fatti dagli infermieri. Numeri enormi:«Solo al nostro Day hospital oncologico a Carrara - Anna non nasconde l’orgoglio per il risultato ottenuto - abbiamo fatto 400 tamponi ai pazienti e soltanto 2 sono risultati positivi».
E se il Covid è lo spartiacque, segna un prima e un dopo, ha anche evidenziato con chiarezza il ruolo della sanità territoriale, quella che Anna Fornari definisce « la prima risposta». E se la prima risposta è nel territorio, la dirigente non può non rilanciare una figura che non ha mai preso concretezza, quella dell’infermiere di famiglia « soprattutto nelle gestione della cronicità». L’infermiere. A casa, in ospedale e sul territorio. Nel quotidiano e nell’emergenza

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