Il Tirreno

I sindacati lanciano l'allarme tagli nella scuola a Massa-Carrara: «Vogliono ridurre i docenti»

I sindacati lanciano l'allarme tagli nella scuola a Massa-Carrara: «Vogliono ridurre i docenti»

Cgil, Cisl, Uil e Snals insorgono: con le misure di distanziamento occorreranno più prof. ma qui invece pensano a diminuire gli organici e a fare classi pollaio di 30 alunni

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Massa-Carrara. Si profila la “stabilizzazione” di 16mila precari, la prospettiva di classi meno affollate per contrastare il Covid 19 fa pensare, addirittura a nuove assunzioni di personale. Ma nelle scuole di Massa Carrara succede il contrario: arrivano segnalazioni che fanno presagire, per il prossimo anno scolastico, pesanti tagli di posti di personale docente per la provincia apuana, a Lucca e Grosseto. Voci che fanno insorgere le segreterie provinciali di Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals Confsal Massa, che attaccano la ministra Lucia Azzolina: «“L’organico della scuola resta invariato” – ci aveva annunciato la ministra “le cattedre non saranno toccate, non diminuiranno, nonostante la denatalità. Abbiamo fatto una scelta di campo, che non guarda ai meri calcoli numerici, ma che mette al centro i nostri ragazzi e i loro diritti. Che vede la scuola come settore su cui investire. E che consentirà di lavorare nell’ottica della riduzione del numero di alunni per classe”, aveva promesso. Invece quanto vediamo sono istituti scolastici in allarme, uffici territoriali che non sanno come far quadrare i numeri».

I sindacati dei tre territori si dicono sconcertati e furibondi. «In queste settimane – ragionano – la commissione di esperti del Miur sta cercando di disegnare il futuro anno scolastico, sapendo che i nostri studenti e il nostro personale dovranno purtroppo convivere con il coronavirus, come tutti; e le scuole sono un pericolosissimo incubatoio. Sappiamo che a settembre gli spazi scolastici non potranno che essere gli stessi dello scorso anno, dunque la prima delle ovvietà per tentare di rispettare le misure di distanziamento indicate dagli studiosi dovrebbe essere il superamento delle classi pollaio che stante questi provvedimenti sembra una battaglia solo a parole della attuale ministra, tristemente sconfessata dalla realtà».

Al contrario, sono le proposte d Cgil, Cisl, Uil e Snals, sarebbe opportuno che il Miur « facesse delle stime su quanti insegnanti serviranno per ridurre il numero gli alunni per classe e del reale fabbisogno di collaboratori scolastici per garantire la sanificazione periodica degli ambienti, oltre a predisporre la loro formazione». Invece, proprio nei territori toscani con le aree più depresse e complesse per distanze e trasporti, laddove l’edilizia scolastica è da sempre più inadeguata e perfino il coronavirus ha colpito più duramente, attaccano ancora, «circola l’ipotesi di falcidiare decine e decine di posti lavoro per ciascuna provincia, con la conseguenza inevitabile di moltiplicare le classi intorno alla trentina di studenti. Da ospitare dove?»

I sindacati fanno anche alcuni esempi. «Gli studenti delle scuole superiori di Massa Carrara rientreranno nelle stesse scuole per le quali l’intero territorio compatto, studenti, famiglie, lavoratori della scuola, sindacati e amministratori locali, aveva lanciato un appello disperato, arrivato fino alla ministra Azzolina col movimento dei caschetti gialli. Ma i bambini più piccoli non hanno scuole migliori. Massa Carrara e Lucca hanno avuto la più alta incidenza di contagi e di decessi della Toscana. Non dovrebbero anche ora essere tra le aree dove l’allentamento delle misure di distanziamento e la riapertura delle attività in cui le possibilità di assembramento sono maggiori (come la scuola) dovrebbero essere trattate con la massima attenzione e prudenza?» —


 

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