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Raccolta dei rifiuti, guanti e mascherine all’inceneritore

cristiano borghini
Raccolta dei rifiuti, guanti e mascherine all’inceneritore

L’azienda è sempre rimasta operativa con protocolli ad hoc «All’inizio eravamo spaventati, è cambiata l’organizzazione»

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mulazzo

Nella fase acuta dell’emergenza sono state molte le categorie di lavoratori, appartenenti ai comparti essenziali dell’economia, che hanno continuato a lavorare, mantenendo attivi servizi fondamentali per la comunità. In questo lungo elenco rientrano anche gli operatori della raccolta differenziata di Idealservice, rimasti operativi in Lunigiana con protocolli ad hoc per evitare il contagio che hanno consentito di giungere alla fase 2 non riportando nessun caso tra i dipendenti.

Un problema che si affaccia all’orizzonte è sicuramente lo smaltimento delle mascherine e dei guanti utilizzati. Da questo punto di vista l’azienda con sede a Mulazzo ha già sviluppato, in concerto con la Regione, un percorso: «Il ritiro dei materiali da parte di soggetti portatori di Covid viene scaricato in una zona differente del nostro magazzino e poi destinato all’inceneritore di Livorno - spiega il capocantiere Marcello Musso – si tratta principalmente di togliere dal circuito il materiale potenzialmente contagioso. Un lavoro che è stato svolto dai nostri dipendenti con grande disciplina, organizzando il lavoro con nuove modalità, con guanti e mascherine, ma soprattutto adottando il distanziamento sociale negli spogliatoi e organizzando la turnazione del lavoro». Un altro aspetto molto delicato della pandemia è legata all’abbandono dei dispositivi di protezione individuale: «Non ci hanno chiamato per rimuovere questo materiale – spiega Musso – ma è chiaro che questo tipo di abbandoni siano da fermare». «I nostri dipendenti all’inizio erano spaventati – prosegue – ma c’è stata una grande risposta dell’azienda che ci ha fornito guanti, mascherine, gel igienizzanti e disinfettanti per i locali chiusi. Il tutto avvenuto in contemporanea con le disposizioni governative, affidandoci a protocolli interni particolari. Ad esempio per effettuare il ritiro dei soggetti positivi venivano contattati dai nostri operatori quando si trovavano nei pressi della loro abitazione pregando, solo allora, per evitare una prolungata presenza all’aperto, con un doppio confezionamento del sacchetto. Inoltre, per evitare che potessero crearsi assembramenti abbiamo impedito l’accesso al centro di raccolta di Boceda e interrotto il servizio dell’ecomobile. L’azienda inoltre ha provveduto a sottoscrivere un’assicurazione per ogni lavoratore in caso di contrazione della malattia, mostrando grande sensibilità nei confronti dei dipendenti».

Una fase di grande stress per l’azienda, ma soprattutto per i lavoratori che si sono ritrovati in prima linea contro un nemico invisibile: «All’inizio c’è stata paura e panico – racconta Tomas Furia, responsabile per la sicurezza dei lavoratori nella sede di Mulazzo - in una situazione così particolare sono reazioni normali dovendo movimentare i rifiuti ed operare a contatto con il pubblico durante il porta a porta. Anch’io come rappresentante della sicurezza ero spaventato, ma ho cercato di rassicurare i miei colleghi. Grazie ai protocolli che l’azienda ha adottato nessuno di noi si è ammalato. Abbiamo lavorato bene e tanto, con le persone a casa il materiale è aumentato. Un forte carico lavorativo e psicologico, ma con la consapevolezza di seguire scrupolosamente le regole, stravolgendo la nostra routine: se ci fossimo ammalati sarebbe scoppiata un’altra emergenza venendo a mancare il ritiro dei rifiuti. Sono orgoglioso dei miei colleghi e dell’azienda, nonostante le prime tre settimane siano state molto dure non ci siamo fatti sopraffare». —

cristiano borghini

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