Il presidio
Così Marina si prepara a riaprire i negozi
Sanificazioni in corso in vista della prossima settimana quando si potranno finalmente rialzare le serrande
Luca Barbieri / carrara
Entrate contingentate, mascherine, guanti, sanificazione, distanze e avvisi all'ingresso che presto non indicheranno più la chiusura, ma le nuove modalità d'accesso. Lunedì scatterà la “fase 2” anche per i negozi al dettaglio ed è tanta la voglia di riaprire che si respira dal litorale, tra nuove idee, dubbi, nuovi scenari e una quotidianità probabilmente da ricalibrare. E così si va da chi, come detto, alzerà la saracinesca da lunedì a chi – come i bar per esempio – attende nero su bianco la data ufficiale di riapertura e nel frattempo sta lavorando con l'asporto e il domicilio, da ordinanza regionale, passando per chi è aperto da qualche settimana come i negozi pensati per i più piccoli. E da qui arriva il primo report, il primo punto della situazione. «Ci sono tre aspetti sostanzialmente da valutare. Il primo è quello economico: è logico che dipendiamo dalla disponibilità economica ed è un punto in questo periodo molto delicato e importante. Il secondo aspetto è psicologico, come reagiremo nelle fasi successive. E infine c'è quello legato alla quotidianità», spiega Cesare Dell’Amico (Piccadilly, storico negozio di abbigliamento per i più piccoli, di Marina di Carrara). Sanificazione, distanze – qui lo spazio non manca effettivamente –, mascherine e guanti: queste le parole d'ordine, il “refrain” per il mondo del commercio. «Quando parlo di necessità – prosegue –, intendo dire che si esce molto meno, non ci sono più occasioni particolari o cerimonie (laiche e religiose) ed è cambiato un po' il modo di fare acquisti. È normale, le famiglie si concentrano su capi d'abbigliamento necessari e su quello si lavora, oppure più su abbigliamento da casa, come le tute. Questo sarebbe stato il periodo delle comunioni, per esempio», fa notare per una tendenza, sottolinea, che più o meno si ritrova a livello regionale. «Quello che posso dire è che il nostro trend è replicabile anche nel resto della Toscana, ci sentiamo con i colleghi e confermano questo quadro grossomodo. Il nodo economico fa il paio con la paura, con l'aspetto psicologico e con la quotidianità che è cambiata», chiosa. Tanta dicevamo la voglia di riaprire e di ripartire, tra chi l'ha già fatto, chi aspetta e chi intanto rilancia con nuove idee come l'aperitivo itinerante. Dalla zona della movida marinella, come scriviamo a parte in dettaglio, Giacomo Timbro (di Bon Pro, BonProncino e Porfirio Bistrot) ha lanciato l'idea dell'aperitivo in movimento. «Devo dire che nessuno si è presentato senza mascherina, la maggior parte delle persone sta seguendo alla lettera le normative - commenta -. Carrara sta rispondendo bene a questa idea. Purtroppo in questo periodo difficile, soprattutto per la nostra categoria in cui ci troviamo a pagare soltanto, senza poter incassare, chi ha idee deve cercare di usarle. Sono poi moltissime le pattuglie che passano e questo aiuta il nostro lavoro». —
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