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«Tutele Covid non per tutti»: i sindacati contro Ctt Nord
I dipendenti ex Atn (quasi tutti quelli di Massa-Carrara) esclusi dai “vantaggi” per assenze dovute a malattia o quarantena. «È una forma di discriminazione»
MASSA-CARRARA. “Discriminazione”, “dispetto verso i lavoratori”. Ci vanno giù duro i sindacati contro i vertici aziendali di Ctt, l’azienda del trasporto pubblico locale, «Questa dirigenza, con i “francesi di Autolinee Toscane” in arrivo a luglio, è oramai arrivata al capolinea», dicono Leonardo Fazzi, segretario di Filt Cgil, Francesco Papini Fit Cisl, Alberto Nardini, della Uilt e Claudio Corazzini segretario Faisa.
I quattro rappresentanti sindacali così ricostruiscono il conflitto con Ctt Nord guidato dal presidente Andrea Zavanella : «A inizio marzo, in piena emergenza sanitaria nazionale, dato che la nostra busta paga è formata da diverse competenze economiche legate al numero di presenze effettive come il premio di risultato annuo, abbiamo chiesto all’azienda di non conteggiare le assenze per malattia o quarantena legate al Covid-19. Ctt, anche seguendo l’indirizzo del Governo, accolse la richiesta con un ordine di servizio, in data 31 marzo».
Il diavolo si nasconde però nei dettagli: a Ctt Nord il personale è in parte assoggettato agli accordi ex-Atn di MassaCarrara e in parte al regolamento «imposto dall’azienda», dicono i sindacati, per le residenze di lavoro di Livorno, Lucca, Pisa e per i lavoratori assunti a Massa-Carrara dopo maggio 2018.
Ebbene, accusano Cgil, Cisl, Uil e Faisa, «l’ordine di servizio emesso ha riguardato solo coloro soggetti a regolamentazione unilaterale. Per gli ex-Atn che sono poi la quasi totalità dei dipendenti di Massa Carrara, invece, nessun trattamento di “favore”. In un primo momento abbiamo pensato si fosse trattato di un errore, ed abbiamo dunque inviato comunicazione scritta all'azienda nella quale si chiedeva la rettifica dello stesso. Nessuna risposta ufficiale è mai giunta a noi a dimostrazione che di tutto si trattava tranne che di un errore. Consultazioni informali con l’azienda ce lo hanno poi confermato. Ctt si è giustificata sostenendo che in questa fase di passaggio non possono fare accordi che implichino costi aggiuntivi che poi ricadrebbero sulla futura gestione dei francesi. Ma quale costi aggiuntivi. Fortunatamente abbiamo avuto solo un paio di quarantene e ancora meglio nessun caso accertato di Covid19 e di certo i dipendenti non se lo andranno a cercare».
E non è finita. «Il 6 maggio – riferiscono ancora le segreterie sindacali – Ctt Nord ha emesso un nuovo ordine di servizio in cui specifica che anche i periodi connessi all'esito positivo dei test sierologici fino all'esito del tampone, non saranno considerati assenza ai fini della determinazione del premio di risultato… Peccato che anche quest’ordine di servizio riguarda solo coloro assoggettati alla regolamentazione aziendale e non coloro cui vengono applicati gli accordi sindacali ex Atn ovvero tutti i dipendenti della provincia di Massa-Carrara assunti prima di maggio 2018. Questa è discriminazione! Questo è un dispetto».
La vicenda, dicono ancora, mostra come Ctt Nord non «sembra avere in simpatia questo territorio e i dipendenti che vi lavorano. Questi ultimi da tempo se ne sono pure fatti una ragione ma rimane il dispiacere che ogni volta dobbiamo ricorrere alla stampa per far ragionare la direzione aziendale. D’altronde, come Ctt sta facendo i suoi interessi in questa fase di emergenza, facendoli tra l’altro molto bene, noi facciamo quelli dei dipendenti che sicuramente hanno a cuore il solo obiettivo di portare a casa solo qualche spicciolo in più per arrivare a fine mese». —
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