Il presidio
Miseglia, niente bus alle case popolari
Carrara
«Da un paio di mesi ormai l'autobus non ferma alle case popolari di Miseglia e le persone sono costrette a farsi due chilometri a piedi». È il signor Bruno Galeotti, 77 anni, «abbonato storico al trasporto pubblico», come si definisce, a raccontare di un disagio che «vale per me e per tanti altri residenti di Miseglia», fa notare. Perché, riflette Bruno Galeotti, «l'età media dei paesi a monte è sempre più alta e da quando è cominciata l'emergenza Coronavirus l'autobus “salta” la nostra fermata e dobbiamo fare quasi due chilometri all'andata e poi, ovviamente, anche al ritorno per raggiungere l'unica fermata rimasta attiva per il paese». Insomma, il suo disagio è diventato, ci spiega, anche quello di altri. «Ho anticipato la sveglia perché con la stampella ci vuole il mio tempo per fare il tratto in più che tra l'altro all'andata è di fatto in salita. È complicato, tutto è nato con l'emergenza sanitaria, ma nessuno ci ha avvisato, non ho visto nessun cartello nella fermata a Miseglia (bassa) che ci dicesse che era rimasta soltanto la fermata in paese. E per ora prenderò la mia stampella e farò il tratto in più e dovrò portare anche le borse della spesa. Mi auguro che le istituzioni ci pensino», auspica. A spiegare la situazione interviene la Compagnia Toscana Trasporti Nord. 29 bus di tipologia k1, quelli più piccoli, sono inutilizzabili perché il passeggero, visti gli spazi ridotti, transita a meno di un metro dal conducente. «A breve potremo utilizzarli di nuovo con l'autorizzazione della Regione e di Asl».
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