Il presidio
«Non è un paese per ciclisti» Convalle: Carrara è indietro
L’ex ciclista professionista oggi gestisce un negozio a Marina di Carrara (in questi giorni preso d’assalto) parla dei ritardi della mobilità sostenibile
massa carrara
Fermi da due mesi per la quarantena, alla riapertura si sono ritrovati presi d’assalto dai clienti: parliamo di Ebici di Fabrizio Convalle in piazza Nazioni Unite, a Marina di Carrara. «Dopo una lunga pausa in cui ci siamo occupati solo di riparazioni – spiega Convalle, ex corridore professionista – abbiamo riaperto come punto vendita, con nuovi modelli di bicicletta, e abbiamo ricevuto una marea di visite. In questi giorni abbiamo lavorato tantissimo. Tanti che si rivolgono a noi in attesa del “bonus bici” da 200 euro che dovrebbe essere previsto dal prossimo decreto ministeriale, e ci chiedono informazioni». Si tratta di un contributo per evitare assembramenti sui mezzi pubblici che potrebbe essere richiesto dai residenti delle città con almeno 60 mila abitanti.
Convalle, però, ricorda che Carrara non è un paese per ciclisti: «Siamo tra i pochissimi comuni privi di una pista ciclabile. Non solo: non abbiamo una cartina dei percorsi per ciclisti. Persino il Comune di Castelnuovo ne ha una. Noi noleggiamo anche biciclette elettriche, aiutiamo i turisti a raggiungere le cave. Una volta abbiamo accolto un gruppo di visitatori dal Trentino e abbiamo dovuto disegnar loro la cartina dei percorsi a mano». Eppure, come ha scritto Legambiente in una lettera ai sindaci italiani, occorrerà incentivare la mobilità sostenibile per evitare che l’auto sia l’unico mezzo a disposizione per muoversi durante l’emergenza sanitaria. Con più bici e nuove ciclabili nelle aree urbane, il rafforzamento della sharing mobility, auto soprattutto elettriche, bici, e-bike, scooter elettrici e monopattini.
«Abbiamo pronto il percorso della marmifera – osserva Convalle – è praticamente una pista ciclabile già fatta e facile da pulire con un decespugliatore. Abbiamo sentieri che da Fossone alto vanno a Fontia a Castelpoggio, ma non sono sono valorizzati. Battilana e Monteverde sarebbero tranquillamente raggiungibili dai ciclisti se fossero incentivati. La pista ciclabile che costeggia il porto è diventata un parcheggio per le macchine. Il lungomare e il viale XX Settembre sono incredibilmente sprovvisti di piste ciclabili».
E conclude amaramente: «Il Comune di Carrara per la bicicletta non fa niente. Ho chiesto il permesso di impiantare un gazebo fisso: mi rimandano da un anno, nonostante io paghi l’occupazione del suolo pubblico. Avevo chiesto il permesso per impiantare una serie di giochini per la mountain bike nella pineta in piazza Nazioni Unite, niente. Organizzavamo gare ciclistiche, ma è diventato sempre più difficile. In compenso i furti sono frequentissimi: a me ne hanno rubata una proprio qua in piazza. In passato ho provato a rivolgermi al sindaco De Pasquale chiedendogli di attivarsi per incentivare la mobilità su due ruote, ma ha risposto che aveva altre priorità». —
irene rubino
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