Il presidio
Il compleanno della forza cattolica del sindacato italiano
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Settant’anni di vita nelle più importanti battaglie sociali, civili e soprattutto del lavoro italiane. La Cisl fa gli anni e il suo segretario provinciale, Andrea Figaia, vuole festeggiare con una lettera agli iscritti la ricorrenza. Sperando in tempi migliori di potersi vedere senza più le attuali precauzioni.
«" 70 anni e non sentirli ”, settantanni trascorsi da quando un numeroso gruppo di sindacalisti di origine cattolica, fortemente permeati nei principi della dottrina sociale della Chiesa, della laicità della politica e dalla politica e convinti dell'autonomia sindacale e tra i sindacati, decise di rendersi autonomo e fondare la Cisl, la Confederazione Italiana Sindacale del Lavoro. Valore fondante fu l'autonomia delle categorie - rappresentanti dei 'mestieri' - dalla Cisl, con la quale però stipulare un patto federativo o meglio confederativo; ma anche fu l'autonomia della Cisl dagli altri sindacati e, soprattutto, dalla politica partitica. Erano anni quelli in cui si doveva pedalare forte, per avere la conferma mensile dell'iscrizione al sindacato, per l'opposizione senza sconti del padronato, per le forti difficoltà dialettiche tra le sigle che le perturbazioni istituzionali dell' epoca certo non affievolivano, tutto per guadagnarsi una ipotesi di futuro coerente nel percorso intrapreso: quello della autonomia associativa», ricorda Figaia.
Ecco perché non sentirli: perchè la 'vecchia' natura associativa, cioè libera, rimane la chiave di volta di un futuro che va costruito insieme, senza fughe, omissioni o amnesie, ben centrati sugli interessi di chi si intende continuare a rappresentare: pensionati e lavoratori. Quando mai, storicamente, dopo una guerra, una pandemia, il mondo del lavoro si è ritrovato così forte da non avere bisogno di difendere e costruire una propria identità,nuova, adatta al contesto mutato ? Forse le conquiste sociali, i diritti, sono arrivati per gentile concessione ? E perchè mai gli imprenditori dovrebbero continuare ad essere rappresentati associativamente e noi no ? Sicuramente chi non vuole il sindacato, ha le sue buone ragioni. Quelle del più forte. Questo periodo pandemico ci impedisce di festeggiare politicamente, con i nostri riti questa straordinaria esperienza; avremo modo di ritrovarci. Penso sia una buona cosa ribadirci, da remoto, la lealtà ai principi e valori fondanti. W la Cisl», conclude Figaia. —
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