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«Il crollo fu causato da soletta e frana»

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«Il crollo fu causato da soletta e frana»

Sono le prime ipotesi venute fuori dalla commissione del ministero. Su Rossi commissario la parola ai deputati

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C’è una prima ipotesi, anzi due, su cosa abbia causato il crollo del ponte di Albiano Magra lo scorso aprile. A formularle è la commissione d’inchiesta voluta dalla ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, come lei stessa ha riferito di fronte alla Commissioni Trasporti e Ambiente della Camera: «Dai primi esami sono emerse alcune circostanze che potrebbero aver contribuito a generale il crollo" del ponte. La prima circostanza è il sovraccarico apportato da una soletta di cemento apposta negli anni 90 e dal relativo sottofondo, il cui sovraccarico potrebbe aver eroso gran parte del margine di sicurezza imposto all'epoca della progettazione. La seconda è la spinta di una frana sul lato Caprigliola, il cui lento avanzare della frana potrebbe avere generato nel tempo un incremento dello stato di sollecitazione del ponte fino al crollo finale» La ministra ha anche fatto sapere sono in corso analisi e rilievi per valutare eventuali altre cause che possano avere contribuito.

A distanza di un mese dal crollo è questo il passo avanti più deciso: un’idea da confermare sulle possibili cause del cedimento. Perché invece sulla questione del commissario - la ministra ha indicato il presidente della Regione Enrico Rossi - bisognerà che si esprimano le commissioni parlamentari. E il nome di Rossi non ottiene consenso unanime. Anzi.

C’è poi la questione per nulla secondaria delle soluzioni alternative in attesa della ricostruzione. Due sono le strade possibili indicate dalla ministra De Micheli: una è la realizzazione di un ponte provvisorio, ipotesi che trova più resistenza sul territorio e favore a Roma; l’altra è la realizzazione di rampe di accesso dalle autostrade A12 e A15.

«Per il ponte provvisorio Anas ha predisposto un progetto definito il 26 aprile. La struttura sarebbe posta a monte del ponte crollato, in accordo con genio civile, e potrebbe consentire il transito di tutti i veicoli con la sola esclusione dei trasporti eccezionali. Una decisione che il commissario, quando disporrà dei poteri, potrà prendere in maniera ragionevole», spiega la ministra ai membri delle commissioni.

«La "prossima settimana" arriverà la decisione sulla realizzazione di rampe di accesso e uscita alle autostrade A15 e A12 - spiega nel seguito del suo intervento la ministra . «Questa decisione - sottolinea - spetta al tavolo sulla viabilità coordinato dal sottosegretario Roberto Traversi ed esula dai poteri commissariali, finalizzati alla ricostruzione del ponte».

«La decisione sulle rampe è"non stata ancora presa -, spiega De Micheli - perché si sono resi necessari dieci giorni di approfondimento di analisi dei flussi per completare la progettazione di entrambe le rampe, una sul fronte toscano e una sul fronte ligure».

«La commissione ispettiva istituita dal ministero dei Trasporti è in attesa del nulla osta dell'autorità giudiziaria per espletare le indispensabili prove e indagini tecniche. La commissione, riferisce la ministra, sta acquisendo sia dall'autorità giudiziaria sia dall'Anas la documentazione relativa al ponte dai progetti di costruzione originali fino all'attività manutentiva al fine di operare una ricostruzione della dinamica del crollo», conclude la ministra De Miheli. —

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