Il presidio
Da giugno la “nuova normalità” per gli ambulatori del Noa
I pazienti che in questi mesi hanno effettuato prenotazioni sono stati ricontattati e organizzati secondo situazione clinica e percorso
massa-carrara
L’importanza di medici di famiglia come primo contatto e referente dei pazienti sul territorio, la necessità di garantire la sicurezza di cittadini e operatori e il problema delle pratiche da rimodulare per evitare di riacuire il rischio contagio. Il Noa e la sanità apuana che si apprestano a ripartire (non che si fossero fermati davvero, ma il virus ha cambiato le priorità d’ingaggio) dovranno fare i conti con queste costanti. Anche se sembra che da giugno la situazione ambulatoriale possa tornare sui binari consueti.
Intanto la situazione delle prenotazioni: «In generale, i pazienti che avevano già effettuato la prenotazione (pre-emergenza) sono stati ricontattati con il supporto del call center, successivamente dalle unità operative e, a seconda della situazione clinica e del percorso, è stata data indicazione all'utenza di riprenotarsi in autonomia, eventualmente anche sul territorio, dove l'offerta è stata rimodulata per evitare affollamenti nelle sale di attesa, ma mai sospesa e si sono erogate tutte le priorità per tutti i pazienti che hanno scelto di presentarsi; in alternativa ai pazienti sui percorsi specialistici della cronicità o di follow up è stato detto che sarebbero stati riprogrammati in funzione della priorità clinica appena si fosse reso possibile l'accesso in ospedale».
A dimostrazione che non ci si è fermati l’Usl spiega: «I pazienti non differibili a giudizio dei clinici sono stati gestiti in ospedale con le cautele del caso tutto in linea con l'ordinanza 8/2020 che, fino al 4 maggio, bloccava l'erogazione in ospedale delle prestazioni non indifferibili fino al 7 giugno. L'ordinanza 49/2020 del 3 maggio ha reso possibile, a decorrere dal 4 maggio, la ripresa progressiva e graduale delle attività programmate anche in ospedale, sempre con l'adozione delle misure finalizzate al rispetto delle norme di comportamento Covid. Si è provveduto a far estrarre gli appuntamenti sospesi nelle agende ospedaliere dall'11 marzo al 18 aprile e a trasmetterle ai responsabili delle unità operative per una valutazione dei piani di recupero». Giugno sembra insomma la data in cui pian piano si tornerà alla normalità.
Seppure in modo nuovo. «Nella riorganizzazione delle visite vi è ora l'esigenza di ridurre le presenze nelle sale di attesa e questo ha imposto una rimodulazione della durata delle prestazioni che riduce sensibilmente l'offerta: per evitare che i pazienti di due visite successive si "accumulino" in sala di attesa la durata della visita va portata almeno a 30 minuti, in alcuni casi è un quadruplicare la durata della prestazione, si sta inoltre procedendo ad una ricollocazione degli ambulatori sulla intera fascia oraria 8-20 per ridurre il numero di compresenze in sala di attesa e recuperare la durata visite». —
L.r.d.
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