Il Tirreno

il futuro della partecipata 

Risanamento della Imm Il Pd sprona la Regione

l.b.

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carrara

Risanamento Imm, il Pd sprona la Regione: stop «all'indecoroso teatrino sui finanziamenti destinati al piano di risanamento». Il Partito Democratico di Carrara in una nota chiede a Firenze di mantenere gli impegni su Imm. «A ottobre dello scorso anno i soci, nell'approvare il piano di risanamento proposto dall'attuale governance, hanno concordato i modi e i termini per finanziarlo sulla base della richiesta di complessivi 1,5 milioni di euro»; di cui, fanno notare, 600 mila euro dalla Regione. «Fondi da individuare nel rispetto della legge Madia, di fatto già accantonati progressivamente negli anni proporzionalmente alle perdite dell’azienda stessa, da ciascun socio pubblico per la propria quota parte». E, vanno avanti, in consiglio comunale, a fine gennaio 2020, «l’amministrazione comunale ha dato seguito a quanto pattuito approvando la propria parte di finanziamento attraverso un’apposita variazione di bilancio con l’astensione del Partito Democratico. Votazione tra mille polemiche dato che molti consiglieri comunali non hanno potuto visionare il piano di risanamento». «Ci siamo assunti la responsabilità di non opporci alla variazione di bilancio dato che come consigliere provinciale avevo partecipato all'assemblea dei soci di Imm, delegato dal mio presidente Gianni Lorenzetti, durante la quale la dirigente regionale aveva convenuto su tutti i punti che avrebbero dato seguito al piano. Tutto quello che ne è seguito è un continuo tira e molla che non ha fatto altro che peggiorare una situazione già complicata. La Regione faccia il suo rispettando gli accordi presi», commenta il consigliere Cristiano Bottici. E dalla sezione locale dei democratici aggiungono: gli «accordi prevedono, tra l’altro, la modifica dei patti parasociali, anche qui dopo un continuo e interminabile dialogo tra Regione e amministrazione comunale incentrato sull'applicazione della legge Madia (numero dei membri del cda) e sul tema particolarmente caro alla Regione Toscana del controllo congiunto. Per ottemperare si è arrivati alla votazione in consiglio della settimana scorsa senza che ci fosse, nonostante molte rassicurazioni, la presenza di un atto formale della Regione Toscana per lo stanziamento delle risorse necessarie, annunciato poi per la giornata di ieri (lunedì, ndc)». Per questo, «chiediamo che la Regione faccia finalmente quanto promesso, come fatto per altre realtà fieristiche regionali in maniera molto più marcata e tempestiva al contrario invece che per il complesso fieristico carrarese. Ci sarà modo e tempo per valutare l’operato della fiera e lo stato dell’arte del piano di risanamento. Lo si faccia però avendo adempiuto agli impegni presi, ciascuno per la propria parte: sia i soci di riferimento sia la governance della società. Si approfitti dello stop forzato dall'emergenza per il 2020 che sarà negativo per tutto il settore fieristico nazionale, per rivedere le politiche della fiera. Per tutelare una storia, la forza lavoro e per non abbandonare alla merce di speculazioni urbanistiche una delle aree più appetite della città». —l.b.

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