Il Tirreno

ricorso respinto 

Il giudice: legittimo il licenziamento del funzionario Cermec

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MASSA

Quando, nel settembre 2015, venne chiamato davanti al tribunale di Massa, nel processo per la “malagestio” del Cermec in cui erano imputati Luciano Bertoneri e Roberto Vaira (amministratori dell’azienda all’epoca dei fatti), era un semplice testimone, uno dei tanti sfilati davanti ai giudici. Ma, incalzato dalle domande, durante il contro-esame, raccontò che anche lui aveva conosciuto e accettato, attraverso condotte autonome, le pratiche illecite che portarono al dissesto della società partecipata. A quel punto il giudice interruppe la testimonianza e lo invitò a nominare un difensore: la posizione di Vittorio Mazzanti, ex funzionario del Cermec, cambiava.

In seguito a questa vicenda, nel 2016, il dipendente venne licenziato in tronco dal Cermec, provvedimento poi impugnato dal lavoratore (assistito dall’avvocato Giuseppe Rizieri Brondi) davanti al giudice del lavoro. Un ricorso che però è stato integralmente respinto. Nel primo giudizio, il tribunale ritenne il licenziamento fondato su una giusta causa ma che lo stesso non fosse stato tempestivo: nel confermare quindi il licenziamento stesso obbligò la società a versare all’ex dipendente un indennizzo pari a 24 mensilità di stipendio. Con la sentenza emessa nel giudizio di opposizione, previsto dal rito Fornero, il tribunale ha confermato la sussistenza della giusta causa e ha anche affermato che il licenziamento è stato tempestivo: da qui il rigetto integrale del ricorso. Ora l’ex funzionario dovrà restituire alla società le 24 mensilità riconosciute nella prima fase.

La vicenda nasce dal processo sulle false fatturazioni emesse da Delca e mai rese nei confronti di Cermec. Il processo, avviato a seguito della denuncia presentata dall’allora presidente del CdA, Ugo Bosetti, finì con la condanna definitiva dei precedenti amministratori. Il licenziamento di Mazzanti fu impugnato e il giudice rilevò che, poichè i fatti risalivano agli anni 2005-2009, la società avrebbe dovuto agire prima. Cermec, difeso dagli avvocati Riccardo Diamanti e Michele Caro, ha affermato che quello che conta, ai fini della tempestività del licenziamento, è il momento in cui la società è venuta concretamente a conoscenza dei fatti (e non l’astratta conoscibilità). Una tesi condivisa dal giudice che ha riconosciuto tra l’altro che solo con la deposizione del 2015 in tribunale, Cermec è venuto a sapere che il funzionari aveva indicato nel bilancio debiti per prestazioni in realtà non eseguite da Delca». —



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