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le serrande alzate a massa 

Confcommercio: e ora le banche devono collaborare con noi

Confcommercio: e ora le banche devono collaborare con noi

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massa

Non possono tenere aperti i loro negozi, a meno che non vendano “cose essenziali”, o i loro bar, e le enoteche, i ristoranti e le birrerie, se non per fare “delivery” , ma ieri mattina, giorno dell’avvio della fase 2, i commercianti hanno deciso di alzare le saracinesche per far vedere che esistono (ancora), che sono vivi, ma chissà per quanto, e che adesso hanno bisogno di aiuto. Il flash-mob organizzato a livello regionale dalla Confcommercio, con le luci accese all’interno dei negozi di Massa Carrara, ha avuto, secondo quanto riportato dal presidente Giuseppe Pieretti, una adesione totale su tutto il territorio provinciale. «Adesso– commenta Pieretti– è fondamentale che il Governo ci riceva a livello nazionale e ci faccia dire di cosa abbiamo bisogno, perché il comparto sta vivendo una fortissima crisi. Tre mesi di chiusura– continua– potrebbero pregiudicare le riapertura di metà delle nostre attività e non possiamo permettercelo. Veniamo già da tempi non certo floridi».

Tre i punti che Confcommercio proporrà al Governo: quello della liquidità “che al momento delle riaperture ci spaventa molto– dice Pieretti– perché le banche non stanno collaborando e, anche se hanno una garanzia dello Stato sulle somme fino a 25 mila euro, stanno facendo resistenza. Le nostre aziende seppur chiuse debbano avere denaro liquido sui conti correnti. Come è successo nel resto dell’Europa. Denaro che deve arrivare in proporzione al fatturato e che in parte potrà essere a fondo perduto e in parte da restituire in tot anni senza vincoli di rating o credit score, ma solo con la garanzia accessoria del Codice fiscale del garante e rappresentate d’impresa” . Necessario anche un decreto salva affitti “che riconosca la possibilità di essere esclusi da cause di risoluzione contrattuale– continua Pieretti– e che riconosca benefici fiscali ai proprietari di immobili che concedono sconti e abbassano canoni di locazione. Questo per evitare anche numerose cause di sfratto” . Infine il salva assegni: «Il mondo dell’abbigliamento, dei bar e della ristorazione da anni lavora con assegni postdatati e in questi mesi in molti subiranno conseguenze per il mancato pagamento di questi titoli di debito. Chiediamo una moratoria sui titoli di pagamento affinché si possa dilazionare il debito continuando a poter mantenere il rapporto fiduciario con i fornitori». –

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