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In 15 e con la mascherina così da domani si torna a celebrare i funerali

Sara Lavorini
In 15 e con la mascherina così da domani si torna a celebrare i funerali

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Sara Lavorini / massa

La celebrazione del funerale da domani sarà nuovamente autorizzata, come previsto dal governo nell’ultimo decreto annunciato dal premier Giuseppe Conte. Saranno però da rispettare delle regole ben precise: massimo 15 partecipanti tutti a distanza di almeno un metro l’uno dall’altro, obbligo di indossare le mascherine e i guanti, il rito dovrà durare il tempo strettamente necessario e andranno evitati assembramenti, come cortei e altre forme di aggregazioni. Preferibile scegliere un luogo all’aperto ma se il funerale sarà celebrato al chiuso, cioè in chiesa, dovrà essere previamente eseguita la sanificazione. Non consenti durante la messa per il defunto, contatti fisici fra i presenti, come lo scambio del segno della pace. «Il momento delle esequie è molto delicato ed è difficile ed anche imbarazzante trovarsi in qualche modo a dover rispettare delle regole – dichiara don Luca Franceschini parroco della Madonna del Monte – perché se le persone non ne sono consapevoli, potrebbero scambiare l’osservanza delle norme come una mancanza di rispetto al dolore che stanno vivendo. La cosa più importante che in generale dobbiamo imparare per questa fase della gestione delle nostre relazioni, non solo in chiesa, è a misurarci la febbre e controllare i sintomi. È infatti previsto che venga bloccato l’accesso a chi risulti avere una temperatura corporea superiore ai 37, 5°C» . L’impossibilità di poter dare un ultimo addio alle persone care ha rappresentato sicuramente per i familiari delle vittime, un dolore aggiunto alla perdita. Non una messa, non un fiore sulla barra e nessuno con cui condividere l’atroce emozione di aver perso per sempre un parente o un amico. «L’offerta del sacrificio di Cristo in suffragio del deceduto non è infatti solo un rito funebre – spiega don Franceschini – ma il dono più prezioso che per un credente si possa realizzare e offrire, per la sua anima. Certo resterà la limitazione di celebrare tutto in un unico momento, per cui non sarà possibile recarsi a casa del defunto e poi fare un corteo fino alla chiesa, oppure celebrare in chiesa e successivamente fare un’ulteriore tappa al cimitero. La Diocesi ha tuttavia realizzato un piccolo depliant a disposizione dei fedeli perché nei vari momenti possano avere a disposizione delle preghiere e dei testi da poter usare anche senza la presenza del sacerdote» . «Ho avuto molte occasioni di vicinanza a famiglie in lutto avendo, tra l’altro, sotto casa l’obitorio comunale. È stato un tempo triste non solo per le vittime del covid – conclude Don Luca Franceschini – ma per tutti i morti di questo periodo e per i loro familiari. È stato molto doloroso non poter abbracciare i familiari nel momento della loro tristezza. Anche il non poter vivere insieme le varie tappe è un impoverimento poiché i vari riti, i vari momenti, pur non cancellando il lutto, aiutano a metabolizzare l’aspetto dolorosissimo del distacco da chi si ama». —

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