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«Caro sindaco, ora parliamo di bagaroni»
L’appello di Diego Crocetti ristoratore di Marina di Carrara. «Servono azioni concrete, basta con gli slogan alla Conte»
CARRARA. «Ma che panino e castelli di sabbia in spiaggia. Qui sindaco bisogna parlare di bagaroni».
È un appello a cuore aperto quello di Diego Crocetti, 33 anni, padre di due figli e titolare da un anno e mezzo del ristorante La Maison in via Rinchiosa, pieno centro a Marina di Carrara.
«C’è voluta la consegna simbolica delle chiavi perché sindaco e vicesindaco si ricordassero di noi commercianti. Prima nemmeno una parola, nemmeno un accenno in tutti i video in cui De Pasquale ha snocciolato i dati della pandemia. Adesso si sono accorti di noi ma le parole non bastano. Noi vogliamo essere ascoltati e fare le nostre proposte. Io ne ho già qualccuna. Siamo in emergenza e allora facciamo provvedimenti di emergenza: stop ai parcheggi a pagamento, più suolo pubblico per i locali senza costi aggiuntivi (e il sindaco qui ci ha risposto finalmente) e, a Marina, chiudiamo prima al traffico via Rinchiosa e apriamola dopo: così ci permetterete di lavorare».
Lo sfogo che Diego ha affidato ai social è spontaneo, diretto. Mascola parole in dialetto con momenti in cui si rivolge direttamente al sindaco De Pasquale, a volte con il “lei” a volte con il “tu”.
Si scusa per non essere ben pettinato e per la sua dialettica. Ma i concetti, che ripete anche a noi del Tirreno che lo abbiamo contattato sono molto chiari.
«Io faccio presto, parlano le cifre, i numeri - spiega Diego - Un locale come il mio, che non è una piazza d’Armi, comporta 2.500 euro al mese di spese fra affitto, bollette e quant’altro. Non si possono fare raffronti con i consumi di casa: una cucina non ha lo stesso impiego di energia di quella in cui si cuoce una pastasciutta. Ebbene le spese ci sono e sono due mesi che siamo chiusi. Come me sono in tanti nelle mie stesse condizioni. Dietro quelle porte chiuse, quelle vetrine spente, ci sono persone, famiglie figli e mogli. Questo, lo devo ammettere, per questi primi due mesi il sindaco sembra esserlo dimenticato. Eppure rappresenta tutta la città, tutti i cittadini. Non ci vuole questo mio sfogo, non ci vuole la consegna delle chiavi. Noi commercianti ci siamo sentiti abbandonai. Adesso si può ancora recuperare ma, lo ribadisco, con azioni concrete».
Diego Crocetti si rivolge poi direttamente al primo cittadino.
«Io mi sento di dirti una cosa: usa parole più spicciole, parla come mangi, non con quel tono con cui sembra tu stia leggendo i dati della pandemia, come un compitino - dice - I soldati si vedono nelle battaglie, e in questa battaglia sindaco tu devi rappresentare tutta la città e i suoi settori, anche quelli di noi che abbiamo i locali e i negozi».
E il titolare del ristorante aggiunge.
«Sindaco, ci devi ascoltare - continua - perché non fai una bella videoconferenza con noi operatori. Perché non ascolti le nostre ragioni, le nostre proposte, e le esponi al presidente della Regione. Io non sono nessuno ma mi permetto di darti un consiglio: non riprendere nei tuoi interventi su facebook gli slogan del presidente Conte. Qui noi siamo quattro gatti, parliamoci in modo meno complesso, senza frasi fatte. E facciamo qualcosa per poterla affrontare e superare questa emergenza».
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