Il presidio
Un Primo Maggio con le piazze vuote «Ma lottiamo per lavoro e sicurezza»
Cgil, Cisl e Uil: oltre questa crisi dobbiamo ripensare il modello di produzione, con al centro la persona, l'ambiente, la salute
massa carrara
Passerà alla storia anche questo: questo primo maggio senza piazza. Tutte le tradizionali manifestazioni che venivano organizzate per la Festa dei Lavoratori sono state cancellate o trasformate in appuntamenti virtuali. Che non è la stessa cosa.
«Stiamo vivendo un primo maggio lontano dalle piazze, sarà un primo maggio che ci ricorderemo a lungo non solo perchè si svolgerà in maniera inconsueta, senza cortei, manifestazioni, comizi. Ce lo ricorderemo perchè mai come oggi ci siamo resi conto di quanto sia indispensabile garantire la salute e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori», scrivono in proposito i segretari di Cgil Massa Carrara, Cisl Toscana Nord – Massa Carrara, Uil Area Nord - Massa Carrara.
È importante, proseguono, che il lavoro resti protagonista «anche e soprattutto in occasione di questo primo maggio, perchè il lavoro è la leva fondamentale per restituire una prospettiva credibile per il futuro del nostro Paese e di coloro che rappresentiamo».
Ma la crisi legata alla pandemia, ne sono convinti i sindacati, può essere l’occasione di un nuovo inizio: «Da questa crisi possiamo e dobbiamo cogliere l'occasione epocale per ripensare il nostro modello di produzione, che deve mettere al centro la persona, l'ambiente, la salute, la conoscenza e la dignità del lavoro. Produzione, salute e sicurezza sono elementi che non devono essere messi in contrapposizione e proprio per questo riteniamo indispensabile il coinvolgimento attivo dei lavoratori nella definizione delle pratiche produttive per la Fase due. Nelle prossime settimane si aprirà una nuova fase ancor più determinante, e per questo ricordare quello che è stato è indispensabile affinchè nel lavoro la salute e sicurezza diventino un vincolo sia per i prodotti che si realizzano sia soprattutto per le modalità di produzione».
E in questa giornata, Cgil, Cisl e Uilo non mancano di rivolgere un riconoscimento particolare a tutti coloro che in queste settimane, nonostante l'epidemia, hanno contribuito a garantire i servizi essenziali. «Pensiamo agli operatori sanitari, gli operatori socio sanitari, gli infermieri, i tecnici, i medici negli ospedali e nelle case di riposo ma anche a tutti i lavoratori del commercio, dei servizi, delle reti e più in generale a quanti nelle singole realtà manifatturiere hanno permesso di proseguire l'attività a sostengo dei bisogni primari del Paese. Allo stesso modo anche noi con i nostri servizi di patronato e assistenza fiscale abbiamo sempre garantito un supporto a tutti coloro che in queste settimane ne avevano bisogno, continuando a svolgere un ruolo attivo a sostengo delle fasce più deboli. In questo è indispensabile ricordare il valore sociale che il lavoro riveste nel nostro ordinamento, serve però ripensare il lavoro oggi anche alla luce di quanto accaduto. Così come serve un impegno concreto da parte dello Stato per garantire il lavoro anche a tutti coloro che oggi si sentono abbandonati e vedono il loro futuro messo in pericolo, pensiamo al settore turistico o ai tanti lavoratori degli esercizi commerciali e della ristorazione».
La festa è dunque dedicata a tutti coloro che «con il lavoro ci hanno permesso di fronteggiare una terribile ed inattesa minaccia e impegnamoci assieme per costruire un futuro giusto, equo, solidale e sicuro. Viva il Primo Maggio, viva la festa dei lavoratori». —
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