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ChiAma Carrara: subito un tavolo per gestire la crisi
carrara
Un tavolo anti-crisi con le istituzioni e gli esercizi commerciali, “zero” tassa rifiuti e del suolo pubblico, ma strumenti per poter recuperare le spese di sanificazione da effettuare nei locali.
Ruota attorno a questi ingredienti in sintesi la ricetta per il settore del commercio lanciata dall'associazione “ChiAma Carrara” per fronteggiare la crisi dovuta all'emergenza Covid-19. «Nella nostra attività sul territorio molto spesso abbiamo ribadito l'importanza della partecipazione e del confronto fra settori fondamentali della nostra comunità e l'amministrazione comunale. I commercianti rappresentano una parte fondamentale della collettività, sia in termini numerici che per il ruolo sociale che svolgono», scrivono in una nota dall'associazione.
«A seguito di diverse testimonianze dei nostri concittadini sulle conseguenze economiche che questa tarda riapertura provocherà – continuano Lara Benfatto e Sirio Genovesi del gruppo –, “ChiAma Carrara” vuole focalizzare la questione sulle scelte che il nostro Comune potrebbe adottare per semplificare almeno in parte la difficile e spesso drammatica situazione che vivono i commercianti, sui quali già in molti casi incombe l'obbligo di pagare canoni di locazione molto alti per locali di fatto inutilizzabili». Dopo la premessa l'associazione parte così da «un tavolo di discussione, come si sta facendo per altri macro temi come quello del turismo e della cultura, che permetterebbe di confrontarsi con le realtà locali che hanno bisogno di sentire la presenza della politica in questo tragico momento». Un tavolo per discutere del momento di difficoltà e dopo il tavolo suggeriscono dunque a palazzo civico un paio di proposte per poter agevolare il mondo del commercio. «In secondo luogo è necessario mettere in campo proposte che siano di supporto alle attività stesse (come l'esenzione della tassa sui rifiuti, del suolo pubblico) per poter agevolare in parte la riapertura e dare una speranza di ripartenza più agevole per tante persone che dovranno lavorare in condizioni totalmente diverse dai mesi passati. Inoltre – fanno notare – sarebbe utile conoscere come i commercianti possano recuperare le spese di sanificazione che non possono essere prese in carico dai titolari stessi», concludono dunque dall'associazione. —
luca barbieri
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