Il Tirreno

Senza bonus né lavoro: i dimenticati del virus

Libero Red Dolce
Senza bonus né lavoro: i dimenticati del virus

Il grido di aiuto dei dipendenti stagionali, dei precari e della cultura. L’Usb sotto la prefettura: «Serve reddito per tutti e tutte»

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C’è chi non ha più pazienza per aspettare i ritardi nell’erogazione del bonus da 600 euro e chi non ha mai dovuto aspettare nulla, perché escluso del tutto come gli stagionali. Ne discutono in una conferenza di fronte alla prefettura un gruppo di lavoratori e lavoratrici dell’Usb, rappresentanti di quei “penultimi della società” che da questa ulteriore crisi si stanno vedendo togliere tutto. Nemmeno un lavoro precario all’orizzonte, niente reddito e la prospettiva che alla riapertura delle attività sarà più facile essere ricattabili.

«Si stanno dando delle scadenza da più di una settimana e a oggi non abbiamo visto né i soldi della cassa integrazione né un decreto ufficiale che parla del bonus di maggio e aprile. Soltanto notizie ufficiose. Se il prefetto Paolo D’Attilio vorrà ascoltare la nostra voce come sindacato saremo ben lieti di rappresentargli i problemi che ogni giorno fronteggiamo insieme alle lavoratrici e ai lavoratori», dice Elia Buffa, sindacalista dell’Usb.

«Chiediamo un reddito per tutte e tutti, garantito e duraturo. Non possiamo credere che alla fine dell’emergenza sanitaria scomparirà quella economica. Nel pur piccolo della Versilia si parla di 11mila persone che perderanno il posto nel settore turistico e della ristorazione», specifica Buffa.

La stagione turistica, arrivati alle porte di maggio, si può dire sarà ridimensionata. Sperando non si tratti di un eufemismo. Sottraendo a migliaia di lavoratori le risorse e il reddito che spesso è l’unica forma di entrata sicura, in una provincia con forte tasso di disoccupazione come quella apuana.

Senza il lavoro stagionale salta anche il sussidio Naspi, che garantisce a centinaia di famiglie la sicurezza di un’entrata economica, per quanto ridotta.«Ho usufruito dei 600 euro per un mese, ma ora non so dove si andrà a finire senza entrate» spiega Valeria Del Moretto. «Non rientro per avari motivi né nel bonus da 600 euro, altri codici Ateco, né nel reddito di cittadinanza e altre piccole sovvenzioni. Io è da dicembre che non riesco a prendere nulla. Forse dove lavoro si aprirà verso luglio e agosto. Si capisce che così è una situazione insostenibile», racconta invece Giulia Rossi, stagionale.

Infine Marco Cirillo Pedri. «Io faccio il curatore di eventi, organizzato mostre in tutta Italia. Per chi lavora nella arti visive non esiste un albo né sono pensate forme di prevenzione per chi lavora come noi. Ho la partita Iva, ho sempre dichiarato tutti. I 600 euro non arrivano e dovremmo già essere alla richiesta della seconda tranche». —

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