Italia
Carrara, il commosso ricordo di Carlo Benedini
Aveva 89 anni. Gli amici: «Una forza della natura»
Carrara
Dolore e cordoglio per la scomparsa di Carlo Benedini, per tutti Carletto, deceduto martedì al Noa. Figura popolare di Carrara, grande sportivo e impegnato per anni nel sociale, Benedini viveva a Caina. Malato da tempo, negli ultimi mesi le sue condizioni si erano aggravate, costringendolo a numerosi ricoveri. Lascia due figli, Vladimiro e Manuela, che questa mattina lo saluteranno per l'ultima volta presso l'obitorio di Carrara, prima della tumulazione al cimitero di Gragnana.
[[atex:gelocal:il-tirreno:massa:cronaca:1.38788659:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.38788659:1652804374/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Carletto era fratello di Giuliano e Sergio Giuntini. Il primo titolare della pasticceria Cristallo a Marina di Carrara, l'altro parrucchiere. Classe 1931, avrebbe compiuto 89 anni il prossimo 9 settembre. Grande sportivo a tutto tondo. Fra le sue passioni il ciclismo, lo sci di fondo ed il paracadutismo. Carletto fu tra i promotori del Cai di Carrara e presidente del club locale degli Alcolisti Anonimi. Anni fa perse una gamba a bordo di una moto in compagnia di un amico, in seguito ad un incidente stradale. Questo però non gli impedì di continuare a praticare il paracadutismo. «Carletto era il nostro Zanardi», ricorda il professore Riccardo Canesi. «Una forza della natura con uno spirito straordinario. Persona impegnata socialmente ed ammirevole. Aveva un sorriso per tutti. Pur avendo subìto delle sfortune nella vita, irradiava ottimismo. Tutte le volte che lo incontravi, era un'iniezione di fiducia. Dopo aver perso una gamba in un incidente, continuava a praticare sci di fondo. Era amico di mio babbo, e ci volevamo bene anche per questo. L'avevo conosciuto 50 anni fa, da bambino, quando aveva ancora il ristorante a Castelpoggio, prima che prendesse fuoco. Da lui lavorava anche Cerù, il futuro campione di pugilato». Raffaele Parrini, ex segretario del Pd di Carrara, ricorda il Carletto impegnato nell'associazionismo e nel volontariato: «Carlo era un carrarino doc. Aveva nel dna la nostra terra. Un uomo forte di grande sensibilità. Carrara perde una figura importante. Io l'ho conosciuto nel 1994, quando insieme a lui si fondò il coordinamento delle associazioni di base di volontariato. Carlo fu uno dei protagonisti di quella stagione, che faceva riferimento all'amministrazione della Fazzi Contigli. Da quel movimento si iniziò a parlare del recupero del parco della Padula, che fino ad allora era in uno stato di degrado ed abbandono. Un'iniziativa che Carlo coordinò insieme ad altri. Da lì iniziò un percorso che fu portato avanti con le successive amministrazioni e che ridiede la Padula alla città».
Anche gli ex Operatori del Centro Alcologico Integrato di Massa-Carrara e dell’Ogap (figure professionali sanitarie e sociali oggi in gran parte in pensione o diversamente collocati), partecipano al dolore della famiglia per la scomparsa del caro amico Carlo Benedini. Intendono esprimere unanime cordoglio «per la perdita di una figura storica di primo piano nel difficile percorso del recupero dall’alcolismo e dalle dipendenze in generale. Vogliamo ricordare che Carlo, dopo aver conosciuto il Prof Hudolin a Zagabria nel lontano 1991, fu il primo nostro concittadino a intraprendere la cura e il percorso riabilitativo sperimentato e validato prima in Croazia e poi nel nostro paese, evidenziando da subito una spiccata propensione alla condivisione pubblica, senza reticenze, del suo notevole sforzo personale ma anche una naturale attitudine alla relazione empatica, costituendo un vero e proprio punto di riferimento per i nuovi pazienti, che spesso superavano la propria riluttanza al trattamento grazie alla forza di convincimento e alla carica umana di Carlo. Senza dimenticare, nel suo lungo e impegnativo percorso, la presenza costante della moglie Wilma Bastìa, anch’essa animatrice tenace e disponibilissima del metodo riabilitativo. Grazie anche alla dedizione di Carlo alla cura e alla diffusione della metodologia adottata dal Centro Alcologico, il Trattamento Riabilitativo Integrato (T.r.i.a.d.) è diventato negli anni un modello riabilitativo efficace, un riferimento organizzativo anche per altre realtà sanitarie e sociali del nostro paese, apprezzato in ambito scientifico. Per tutto questo la città di Carrara, unitamente ad una parte consistente del mondo professionale sanitario e sociale della nostra comunità, lo ricorderà per sempre».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
