Il presidio
A marzo Pm10 in netto calo e il No2 (lo smog) è la metà
massa-carrara
Effetto Covid-19: ossidi di azoto e Pm10 ai minimi storici a Massa-Carrara, secondo i dati di Arpat, raccolti dal monitoraggio della centralina di via Marina Vecchia a Marina di Massa.
«Il blocco delle attività a seguito dell’emergenza sanitaria - specifica Arpat - ha prodotto effetti in tutte e dieci le stazioni di traffico urbano della rete regionale Toscana. Dal momento che il traffico è uno dei fattori che ha avuto un’importante riduzione a seguito delle misure di limitazione per il Covid-19, sono stati analizzati gli andamenti da gennaio a marzo 2020 di alcuni inquinanti, come ossidi di azoto e particolato Pm10».
E questi dati parlano chiaro per Arpat: se il confronto tra i mesi di gennaio e febbraio, rispetto al triennio precedente, non vede eclatanti differenze di concentrazioni sia di No2 (diossido di azoto) che di Pm10, quello del mese di marzo lascia capire quanto il traffico e le attività produttive incidano sulla qualità dell'aria che respiriamo. La centralina di Marina di Massa nel mese di marzo 2020 ha rilevato una concentrazione di 30 microgrammi per metro cubo di Pm10, 10 microgrammi in meno rispetto al triennio 2017-2019, che per i non addetti ai lavori sono dati eccezionali. Un calo di Pm10 (per la centralina di via Marina Vecchia) si è visto anche per i mesi di gennaio e febbraio, tanto che Arpat ha stilato la media generale rispetto al triennio precedente, che vede una riduzione di 3 migrogrammi per metro cubo (da 21 a 19) e una riduzione significativa anche nell'analisi del 75mo percentile (2 microgrammi in meno nei primi tre mesi del 2020). Per quanto riguarda il Pm10, Arpat ha analizzato le distribuzioni mensili dei dati nel 2020 e nel triennio precedente, escludendo le giornate del 28 e 29 marzo, in cui si sono registrati valori molto elevati di Pm in tutte le stazioni, per un fenomeno di avvezione di polveri dall’area asiatica. Stesso andamento anche per la concentrazione di No2, il biossito di azoto, che a marzo 2020 in provincia è scesa sotto i 100 microgrammi per metro cubo (circa 60) rispetto al triennio precedente, in cui la concentrazione di No2 stava sui 120 microgrammi per metro cubo.
«Queste considerazioni sui mesi di gennaio e febbraio - scrive Arpat - mettono in risalto la generalizzata diminuzione dei valori che si osserva nel mese di marzo». Conclude l’Agenzia regionale di protezione ambientale: «Non è possibile effettuare una correlazione diretta tra blocco delle attività ed effetti sulla qualità dell’aria, in quanto in questo periodo dell’anno è molto complesso identificare il contributo dovuto rispettivamente alla riduzione delle emissioni, alla variazione delle condizioni meteoclimatiche e alle reazioni chimico-fisiche in atmosfera in cui sono coinvolti gli inquinanti. Tuttavia, gli effetti sugli inquinanti sono in prima analisi riconducibili alla riduzione dei volumi di traffico». —
manuela d’angelo
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