Il Tirreno

L’appello 

«Lavoriamo solo con le fiere e ora siamo in crisi»

«Lavoriamo solo con le fiere e ora siamo in crisi»

La richiesta di aiuto degli ambulanti fieristiche chiedono sgravi e aiutivisto che il Covid impedisce eventi con assembramenti

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Un gruppo di ambulanti fieristi interviene chiedendo tutele. Si tratta degli operatori che organizzano fiere e sagre e che rivendicano un ruolo importante nella tutela di tradizioni e patrimonio culturale: «In questo periodo la nostra categoria, che per anni ha contribuito a rendere grande questo paese non solo al livello economico, ma anche storico ed emotivo perché ogni persona nella sua vita ha preso parte ad almeno una fiera paesana o una sagra tipica del posto, è stata dimenticata e lasciata a se stessa».

«Quindi -proseguono - proprio perché nessuno ci sta tutelando o si sta battendo per noi, abbiamo deciso di unirci in un unico grande gruppo virtuale tramite i canali social (pagina Facebook “Ambulanti Uniti”) e ci vediamo costretti a chiedere al governo un piano di rilancio e di supporto che preveda una tutela fino a quando non riavverrà l'apertura . Chiediamo di ricevere almeno 1.500 euro al mese per poter vivere con un po' di dignità, vorremmo la sospensione e l'esonero dei versamenti per tutto l'anno 2020 e ,cosa essenziale, contributi a fondo perduto perché ci troveremo a pagare tutto quello che in questi mesi è stato sospeso e saranno tanti: soldi, bollette, affitti, tasse, assicurazioni dei mezzi e merce invenduta. Sottolineiamo - proseguono gli ambulanti fieristi - il fatto che ci sono diverse modalità di svolgere il lavoro ambulante. I piccoli mercatini o i mercatisti sparsi hanno una realtà molto diversa da chi fa fiere o sagre e basta. I mercati presto riapriranno con dei criteri di sicurezza, ma le fiere no, per cui bisognerebbe fare una politica di aperture ed aiuti. Noi ambulanti siamo persone come tutti gli altri con dei figli, dei genitori, dei nonni a proprio carico a cui dare una speranza di vita. Chiediamo quindi - si chiude la nota - che il governo non si dimentichi di noi perché siamo una categoria storica da tutelare e da prendere in considerazione».

Un’altra forte richiesta di aiuto quindi , da un’altra categoria ,in un periodo di grande difficoltà economia determinate dall’emergenza sanitaria per la diffusione del virus Covid 19. —



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