Il Tirreno

il 25 aprile 

Cerimonie ridotte e trasmesse sul web in tutta la provincia

A Massa la celebrazione a mezzogiorno in largo Matteotti, a Carrara alle 10,30. Presenti solo i sindaci e l’Anpi  

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massa-carrara

Saranno insolite, oggi, le cerimonie per il 25 aprile, giorno della celebrazione della Liberazione dal nazifascismo. Niente assembramenti e dunque cerimonie in formato ridotto oppure online.

A Massa, per esempio, a mezzogiorno soltanto il presidente della Provincia, Gianni Lorenzetti, e il sindaco di Massa Francesco Persiani, con una delegazione dell’Anpi deporranno una corona di alloro al Monumento al Partigiano, in Largo Matteotti.

Stessa cosa a Carrara, ma alle 10,30 al monumento ai Caduti, con la sola presenza del sindaco Francesco De Pasquale, del presidente del consiglio comunale Michele Palma e di una delegazione dell’Anpi. L’appuntamento sarà trasmesso in diretto Facebook dalla pagina del sindaco. Ancora a Massa, il consigliere comunale della lista Volpi Elena Mosti fa sapere che andrà in mattinata (sempre con rappresentanti Anpi) al monumento al “carciofo” per celebrare partigiane e partigiani, «celebrarlo con passione, volontà e voglia non è né retorica né semplice tradizione. È qualcosa di più. È un diritto, un dovere. È una cosa bella».

Così il presidente del consiglio comunale di Massa, Stefano Benedetti: «Il 25 aprile è la festa della libertà e in quanto tale una festa che dovrebbe unire e non dividere. La nuova amministrazione comunale di Massa guidata dal sindaco Persiani ha dato prova in questi due anni di voler perseguire l’obiettivo nobile del ricordo e delle celebrazioni in nome di tutti coloro che hanno dato la vita per salvare l’Italia e trasmettere il testimone dei nostri valori nati dal sacrificio di chi ha combattuto e dal sangue di chi è morto: pace, solidarietà, libertà e democrazia, alle future generazioni e oggi noi tutti, a partire dai rappresentanti delle istituzioni, che hanno il dovere di tenere alta la fiaccola del ricordo e della tradizione affinché il passato non possa ritornare».

Prosegue: «Sono convinto che in questo momento, nel quale gli italiani sono stati chiamati a un ulteriore sacrificio contro un nemico invisibile, dovremmo onorare le vittime di tutte le guerre, comprese quelle del Covid-19, senza più odio, stendendo un velo di pietà sui morti di tutte le guerre, quindi ai partigiani di tutte le formazioni, bianchi o rossi che fossero, ai militari senza nessuna distinzione e ai martiri del virus. . Il mio ragionamento parte da tutto ciò che ho espresso in queste poche righe, per poter dire che tutti coloro i quali domani festeggeranno, non tanto la Liberazione d’Italia, ma soprattutto i “Liberatori” e parlo delle varie associazioni come l’Anpi, omettono, per non dire evitano, di guardare la storia con la giusta obiettività». —

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