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il caso 

Centri estivi, ecco perché per ora il Comune non li ha previsti

A.P.
Centri estivi, ecco perché per ora il Comune non li ha previsti

Il sindaco e il presidente di Nausicaa: al momento, eccessivo rischio sanitario. Pronti ad attivarci se possibile

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Carrara

Campus estivi, no, forse chissà. Ad oggi non ci sono certezze, ma quasi con tutta probabilità in città non si faranno, nonostante il governo abbia detto di sì. E scoppia il caso politico. Ce lo spiega il sindaco Francesco De Pasquale, titolare della delega all'istruzione e ai servizi educativi: "È una questione complessa e tutt'altro che chiusa - dice - se ci saranno spiragli, ci attiveremo. Il tentativo di polemica preventiva sull'edizione 2020 dei centri estivi lascia a dir poco basiti. Annullare il campus estivo di Nausicaa a oggi non è una scelta né una decisione. E’ una presa d’atto di una realtà dettata non da linee politiche ma dall'emergenza sanitaria innescata dal Coronavirus, un' informativa rivolta alle parti sociali che qualcuno ha immediatamente pensato di rilanciare a mezzo stampa, buttandola in polemica. Questa amministrazione crede con convinzione nel valore del campus estivo - prosegue il sindaco - un servizio che è sempre stato apprezzato dalle famiglie e che con la nuova gestione di Nausicaa è stato ulteriormente migliorato. Lo abbiamo fatto con atti politici concreti tutti documentati. Credo sia facile per chiunque capire che alle condizioni attuali, garantire la salute di bambini e operatori in un campus che accoglie oltre 400 utenti è impossibile. Questo abbiamo detto a Nausicaa e questo l’azienda ha comunicato ai sindacati. Nei giorni scorsi l’amministrazione si è confrontata con l’azienda su un percorso obbligato e sicuramente doloroso. Però c’è qualcuno che tenta di buttarla in una sterile polemica, provando a dare la colpa al sindaco o a Nausicaa di una situazione imposta da una pandemia globale». E prosegue: «Sulla questione campus viene tirato in ballo lo smart working quando questo riguarda tutt'altra attività, non certo i centri estivi. Quanto alla sensibilità di questa amministrazione e di Nausicaa nei confronti dei disabili i fatti parlano da soli: sotto la nostra gestione, per la prima volta, sono stati estesi gli orari del Centro anch'io, accogliendo le richieste delle famiglie, sotto la nostra gestione, prima di qualunque altro ente, sono state autorizzate le passeggiate all'aperto per le persone più fragili, con una deroga – conclude- alle restrizioni imposte dall'emergenza calibrata sulle esigenze di disabili e famiglie». E che sia una situazione non voluta ma dettata solo dal rischio sanitario lo ribadisce anche Luca Cimino, presidente di Nausicaa: «Ci rendiamo conto che l’annullamento dei campus creerà grandi difficoltà alle famiglie e anche ai nostri dipendenti - dice - per noi questo servizio è una delle eccellenze della nostra azienda e ne siamo particolarmente orgogliosi. In questo momento però pensare di accogliere in sicurezza 400 bambini è impossibile. Una questione spinosissima, al centro di un acceso dibattito a livello nazionale che ha tra i principali interlocutori ha niente meno che l’Istituto Superiore di Sanità e il governo. La situazione è complessa e tutt'altro che chiusa. Se mai si aprirà la possibilità di organizzare in sicurezza i campus, sicuramente con una formula diversa da quella tradizionale e nuove misure a tutela della salute, l’amministrazione e l’azienda si attiveranno».

Secondo Fabrizio Volpi di Italia Viva, al contrario, bisognerebbe prendere spunto «dall’iniziativa della Ministra alle Pari Opportunità Elena Bonotti che, avendo a cuore il disagio di famiglie, disabili e minori ha previsto uno stanziamento di 35 milioni a sostegno dei centri estivi. Va da sé che gli assessorati al sociale ed alla pubblica istruzione dell’Amministrazione grillina assieme alla Partecipata in house Nausicaa, hanno l'obbligo di integrare tali Centri estivi gestiti dal Terzo settore. L'indicazione di Italia Viva è di predisporre l'apertura dal 1° Giugno, in piena sicurezza».A.P.

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