Il Tirreno

«Svelato il buco nero delle Rsa apuane Ora serve mappatura caso per caso»

«Svelato il buco nero delle Rsa apuane Ora serve mappatura caso per caso»

La Uil chiede gli organigrammi con numero di ospiti e di dipendenti al lavoro nelle strutture 

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“Ci arriva un protocollo bell’è pronto da firmare per una Rsa della Lunigiana trasformata in struttura Covid19. Si tratta, nel caso specifico, della Fontana d’Oro, dove sono già stati trovati 20 ospiti positivi, trasformata in cure intermedie di terzo livello con subentro della Asl. E la dirigenza della Fontana d’Oro, in accordo con la Usl, ha quindi mandato ai sindacati un accordo già fatto in cui stabiliscono, ancora una volta in completa autonomia e senza concertazione, protocolli, misure di ingaggio, orari di lavoro, e quant’altro. Il solito modus operandi dittatoriale intollerabile perché queste decisioni vanno prese in maniera unitaria. Vanno bene anche incontri ‘virtuali’ ma bisogna confrontars». Lo segnala il segretario della Uil Fpl Massa Carrara, Claudio Salvadori, che poi traccia una sintesi delle misure previste: «Non c’è solo la Rsa Fontana d’Oro. Come noto, si vuole trasformare diverse strutture socio sanitarie in strutture residenziali per soggetti non autosufficienti positivi al Covid-19, con un totale di posti riservati esclusivamente all'Asl. Azienda sanitaria che a quel punto si fa carico di coordinamento sanitario infermieristico e assistenziale, sanificazione, procedure di accesso degli ospiti, organizzazione infermieristica assistenziale, assistenza medica, erogazione dei farmaci e dei presidi, trasporto e ingresso degli ospiti, somministrazione dei Dispositivi di protezione individuale. Chiediamo quindi alla dirigenza un incontro urgente in videoconferenza fra tutte le parti coinvolte visto la complessità che queste procedure comportano a livello organizzativo e di competenze. Senza pensare alle eventuali ricadute legali: c’è da valutare l’applicazione dei rispettivi contratti, il numero esatto dei dipendenti, il rapporto fra ospiti e lavoratori che sia adeguato alla normativa, le varie figure professionali che operano all’interno. Non è questo il modo di fare: le relazioni sindacali che sta portando avanti la dirigenza Asl sono insufficienti e irrispettose».

Ed è solo la punta dell’iceberg, prosegue ancora il segretario Uil Fpl: «Si spalanca oggi, a causa dell’emergenza, l’enorme buco nero delle strutture sanitarie, residenziali e assistenziali gestite dai privati. Luoghi nascosti da muri di omertà, dove i sindacati spesso non sono stati chiamati se non dietro pressione degli stessi lavoratori. Strutture che la Asl accreditava ma di cui non sapevamo niente e che alla prima emergenza sono collassate, come castelli di carte». —

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