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«Sullo smart working disposti ma non dipende solo da noi»
carrara
«Nausicaa e l’amministrazione comunale stanno lavorando da settimane per ridisegnare i servizi alla luce dell’emergenza imposta dal covid-19. Stiamo tentando di non sottrarre servizi essenziali e al tempo stesso di tutelare la salute di cittadini e lavoratori. Il ricorso agli ammortizzatori sociali è una scelta residuale, che viene presa soltanto dopo approfondite valutazioni. In questo ragionamento rientra la riflessione sul “destino” dei dipendenti impegnati nell’assistenza socio-educativa, territoriale e scolastica che, a seguito della chiusura delle scuole, sono in cassa integrazione. Un destino che, i sindacati lo sanno bene, non dipende solo dalle decisioni del Comune e dell’azienda ma è legato anche alla possibilità concreta di portare avanti determinati progetti individuali da remoto»: Nausicaa replica così alla domanda sollevata da Cgil Fp sulla questione della gestione dei lavoratori dell’assistenza socio-educativa.
Entrando nel merito delle questioni sollevate, Nausicaa precisa: «Fin da subito ci stiamo confrontando con l’amministrazione comunale per individuare soluzioni volte all'attivazione di nuove metodologie operative così da permettere il proseguo delle attività di sostegno socio-educativa a favore dei minori e delle famiglie fragili nel rispetto delle indicazioni atte a prevenire qualsiasi forma di contagio. Si tratta di un meccanismo non semplice che per essere avviato richiede tempo. Probabilmente c’è stata qualche incomprensione nel confronto con i sindacati ma non possiamo trascurare che stiamo parlando di definire percorsi e progetti diversi. Per le persone con disabilità sono già stati contattati gli specialisti per avviare progetti condivisi, mentre per le Osee scolastiche Nausicaa ha avviato una interlocuzione con le cinque funzioni strumentali ma com’è noto in questo caso l’ultima parola spetta ai dirigenti scolastici. L’amministrazione comunale, dal canto suo, dallo scoppio della pandemia si è detta disposta ad attivare lo smart working e alcuni progetti e le valutazioni per quest’area sono già stati predisposti dalle assistenti sociali comunali: alcune famiglie però hanno deciso di non aderire e per alcuni progetti questa metodologia non risultava applicabile, dunque le ore a disposizione sono di gran lunga inferiori a quelle che vengono erogate a pieno regime».
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