Il Tirreno

Oktober no, Septemberfest (forse) sì

Luca Barbieri
Oktober no, Septemberfest (forse) sì

Allo studio un’organizzazione completamente diversa che consenta di mantenere una manifestazione simbolo

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Luca Barbieri / CARRARA

«I boccali in alto? «Presto per dirlo. Proviamo a conservare l'evento, se fattibile».

La domanda arriva dopo l'annuncio che l'autunno 2020 non vedrà nel suo calendario l'Oktoberfest (dal 19 settembre al 4 ottobre, a Monaco di Baviera).

Il celebre evento – che richiama milioni di persone ogni anno – non si svolgerà a causa dell'emergenza Covid-19. E così dopo lo “stop” alla manifestazione tedesca dichiarato nelle scorse ore, l'interrogativo arriva all'ombra delle Apuane dove si svolge da quasi mezzo secolo l'ormai tradizionale festa della birra. E la risposta è quella di Fabio Felici, presidente di Imm-CarraraFiere, organizzatori dall'edizione del 2018 della festa, oggi diventata Carrara Bier Fest. Cambio nome, assetto organizzativo rimodulato, ma format di successo invariato. Una festa dallo spirito bavarese che sancisce il gemellaggio tra le città di Carrara e Ingolstadt. Boccali di birra (in alto), stinchi, crauti, strudel, musica, dal 1976. Con il tempo sono cambiate anche le location, ma la festa si è sempre consolidata come atteso evento che chiude simbolicamente l'estate del calendario carrarese nei fine settimana a cavallo tra agosto e settembre. In più, a fare il paio, anche gli stand di Tutti in fiera.

«Per il momento è ancora prematuro parlarne – dice Felici –. Stiamo lavorando per capire come poterci muovere in considerazione degli sviluppi della situazione generale e delle disposizioni che saranno in vigore dal 4 maggio. L'interesse di tutti è quello di provare a conservare l'evento, con un format ripensato ovviamente in linea con prescrizioni e protocolli, se fattibile». L'idea è chiara: provare a confermare un evento atteso in tutta la provincia apuana, ma non solo, e capace di richiamare 160 mila persone all'incirca, secondo le stime degli organizzatori. Un'idea che “scollina” nella speranza e su cui negli uffici di viale Galilei si sta lavorando in attesa di capire gli scenari. D'altronde le tempistiche per la messa a punto dell'evento ragionano in mesi e non in settimane. L'eventuale edizione 2020 dovrà fare i conti con le nuove disposizioni, con i protocolli di sicurezza messi nero su bianco, con i dati e i pareri di task force e comitati. E allora, per via delle distanze da rispettare, è pronosticabile che si dovranno ripensare gli spettacoli, gli accessi, le file, le disposizioni dei tavoli e più generalmente la geografia della kermesse cercando di non intaccarne troppo le peculiarità. Insomma, cercare soluzioni, supportati dagli studi e dalle ricerche. Ma, per ora, siamo soltanto nel campo delle ipotesi in attesa di ulteriori sviluppi. —

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