Meteo
«In altre ragioni cave in azione coi permessi»
Lucchetti (Confindustria) vede nero: «Scelte sbagliate, il prossimo mese ce ne accorgeremo». E critica la politica
carrara
«Sento che in altre regioni si lavora con un permesso del prefetto perché perdono gli ordini. Da noi questa possibilità non è prevista: noi, si sa, ordini non ne perdiamo». Due volte il presidente della Confindustria apuana Erich Lucchetti di recente si è seduto a un tavolo con il presidente della Regione Enrico Rossi, ma sulla possibilità di riaprire le attività del lapideo, escavazione e laboratori, la parola spetta al governo. E per ora quella parola è “no”. Almeno fino al 4 maggio.
Lucchetti è deluso dalle decisioni fin qui prese. «Sento parlare di modello Wuhan e va bene. Ma andava applicato nei luoghi dove ci sono percentuali alte di contagi, non in tutto il paese. Il resto del mondo sta lavorando: lavorano Germani e nord Europa, lavorano stati degli Usa. Io non sono un medico, e capisco bene l’esigenza di sicurezza, ma le scelte sono state drammatiche e ce ne accorgeremo il prossimo mese».
Secondo l’industriale le scelte dovevano essere fatte in modo più specifico. Ma riaprire le cave nonostante le alte percentuali di contagi e morti nella provincia apuana? «Abbiamo tutti i protocolli, distanziamenti, mascherine e sanificazioni. Ci sono aziende che hanno sanificato anche gli impianti di areazione, cosa che non era dovuta. La possibilità di lavorare c’era per molti sia al piano che in cava».
Uno dei problemi posti dai sindacati, cioè l’affollamento dei dipendenti nelle auto per salire in cava, per Lucchetti è una falsa questione: «Ci siamo attrezzati anche per questo, ognuno sarebbe venuto su con le proprie macchine».
Le decisioni sulle attività industriali però passano dal governo e per adesso la linea è quella di non concedere aperture al marmo come settore export. «Senza le esportazioni la Tscana va in ginocchio. Non è vero che fuori mezzo mondo è chiuso: non si può pensare di essere sul mercato come prima, questo no, ma i compratori pronti ci sono. E ripeto, rispettando i protocolli e salvaguardando la salute si può lavorare».
In chiusura stimoliamo una riflessione politica. «È vero, gli unici appelli sono venuti da Forza Italia, che è vicina per fortuna alle imprese, e Italia Viva, con l’onorevole Cosimo Ferri che ha fatto interpellanze». E le forze di governo, Pd e 5 Stelle? «Non mi faccia dire, su...». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
