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Test di serie A e di serie B, la Cisl Massa-Carrara: «Solo screening rapidi ai dipendenti delle coop: è discriminazione»

Gli uffici del Centro prenotazioni dell'Asl
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Gli uffici del Centro prenotazioni dell'Asl

Mastorci (Cisl) parla di esami completi di prelievo del sangue riservati ai lavoratori dei Cup assunti dall’Asl. «Eppure fanno lo stesso lavoro»

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Massa-Carrara. Nell’emergenza lavorano fianco a fianco. Ma poi, quando si tratta di fare gli screening sulla positività, diventano lavoratori di serie A e B. È la situazione che denuncia Enzo Mastorci, segretario Cisl Fp Toscana.

Attacca il segretario Cisl: «“Dipendente Asl di una cooperativa?” Questa è la domanda si sono sentiti fare i lavoratori e le lavoratrici del Cup, impiegati al front office dei distretti sanitari e degli ospedali, nei reparti, nelle radiologie, ai centri prelievi, da parte dalle infermiere del Monoblocco di Carrara, al momento degli esami di screening della positività Covid-19, che sta interessando tutto il personale sanitario impiegato in Asl Nord-Ovest . Se si è dipendenti Asl, indipendentemente delle mansioni svolte, verranno fatti accertamenti più approfonditi di serie A , stick e prelievo del sangue, mentre se si è dipendenti coop accertamenti di serie B, solo lo stick test rapido. Non solo: i lavoratori del Cup, sempre in prima linea, in tutto il periodo di pandemia, sono stati forniti, dalle cooperative di appartenenza, di una sola mascherina monouso e di qualche paio di guant. Alcune cooperative, addirittura, non hanno fornito nulla alle proprie lavoratrici, nonostante queste siano a contatto con utenza potenzialmente malata e con medici, infermieri e Oss. Diversi sono stati i casi di operatrici positive fin ora».

Per Mastorci siamo dunque di fronte a «un comportamento discriminatorio ingiustificato verso le lavoratrici e i lavoratori che svolgono un servizio amministrativo front-office essenziale, da anni, per l’azienda sanitaria, e su cui si poggia il servizio di prenotazione, prelievi, esenzioni e scelta e revoca del medico. E per questo la Cisl Fp chiede ad Asl di procedere con lo screening sierologico «esattamente come fa per i suoi dipendenti, essendo i dipendenti dei Cup una vera e funzionale appendice dei Servizi sanitari senza fare distinzioni tra lavoratori di serie A e serie B». La mancanza di presidi e di attenzione da parte delle cooperative e della Asl ha portato, sostiene ancora Mastorci, «ad oltre il 4% la percentuale di contagio di operatori dei Cup, segno evidente che gli interventi da richiesti dalla Cisl fp erano indispensabili ed urgenti. Adesso che finalmente sono partiti gli screening per il personale chiediamo che i dipendenti dei Cup siano trattati con la stessa dignità ». —

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