Il Tirreno

Il sopralluogo dell’assessore 

Plastica e sporcizia in spiaggia: «Sembra una discarica»

Plastica e sporcizia in spiaggia: «Sembra una discarica»

Veronica Ravagli nella zona di Poveromo, anche in vista dei lavori per portare via il lavarone: «La gente butta di tutto nei fiumi, poi eccola qui»

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MASSA. Lei ha deciso di saperne di più. Perchè se l’ordinanza regionale consente lavori di manutenzione negli stabilimenti balneari, la signora Matilde Balatresi Nocchi vuol capire come l’amministrazione pensa di gestire le spiagge libere.

È a questo scopo che scrive al sindaco: «Immagino che questo provvedimento (e si riferisce a quello che consente i lavori negli stabilimenti) a meno che non voglia esser interpretato come un permesso a fare qualche lavoretto, al fine di favorire lo sgranchimento dei muscoli dei soggetti coinvolti, abbia come logica conseguenza la predisposizione di strutture idonee a ricevere, nel rispetto di norme e cautele non ancora chiare né facilmente prevedibili, bagnanti, clienti, avventori, turisti (?), in vista di una quantomeno possibile apertura della stagione estiva. Il dubbio che vorrei lei potesse dissolvere è questo: se in qualche modo le istituzioni auspicano e, di fatto, agevolano la riapertura dei “bagni privati”, come hanno intenzione di gestire le spiagge libere? Spero che anche l'amministrazione della mia città che è anche amministrazione della pubblica spiaggia - prosegue la signora - sia in grado di garantirne l'accesso almeno al pari delle altre di cui sopra. Ritengo che questo Covid19 non abbia avuto la possibilità, fino ad ora, di svilupparsi in modo democratico: colpendo di più fasce deboli da vari punti di vista, adeguandosi perfettamente al sistema sociale in cui ha attecchito. Non vorrei mai che, quello che dovrebbe essere un bene di tutti, quello che potrebbe rappresentare un’ampia cura, di facile assunzione e senza controindicazioni per il corpo e la mente dei nostri concittadini, dei nostri vecchi, dei nostri bambini, possa diventare terreno fertile per un ulteriore caso di discriminazione tra chi è più facoltoso e chi non lo è. Io sono cittadina e mi sento in diritto di pretendere che la spiaggia e il mare nostro, in quella che si prospetta una difficile estate siano accessibili a tutti in egual misura. Attendo fiduciosa rassicurazione in merito sulla questione, che peraltro vorrei porre all'attenzione dell'opinione pubblica».

Insomma, se la stagione balneare ci sarà - questo il tema - come saranno gestite le spiagge libere, per garantire svago, sole e mare anche a chi non può pagarsi il bagno. 

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di Redazione web