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Nausicaa, a casa sei lavoratori dei musei
L’azienda ha deciso di non rinnovare loro il contratto a fine marzo perché le strutture sono chiuse: «Ma li riassumeremo»
carrara
Licenziati da coronavirus. Questo sono per la Cgil i sei, ormai ex, dipendenti Nausicaa che hanno perso il lavoro nei musei cittadini dato che l’azienda ha deciso di non rinnovare loro il contratto. «Il ministro dell’economia Gualtieri il giorno 11 marzo - scrive la segreteria della Filcams Cgil - ha dichiarato che nessuno avrebbe perso il posto di lavoro a causa del corona virus. Siamo dispiaciuti ,inistro, ma dobbiamo smentirla, perché alla prova dei fatti i lavoratori e le lavoratrici che si occupavano della gestione dei Musei del Comune di Carrara dal 1 aprile 2020 sono a casa, licenziati dall’azienda Nausicaa a totale capitale pubblico del Comune di Carrara».
Questa la ricostruzione del sindacato: «Lavoratori e lavoratrici precari da anni, in barba alle norme vigenti, alla scadenza dell'ennesimo contratto a termine al 31 Marzo, non hanno visto la legittima trasformazione del contratto a tempo indeterminato, come loro diritto in quanto hanno abbondantemente superato il limite massimo previsto per i contratti a termine. La colpa essenzialmente di questi lavoratori è quella di essersi trovati in mezzo alla discussione del contratto di affidamento del servizio tra Comune e Nausicaa, che va avanti da luglio scorso».
La Cgil però chiede all’azienda di non nascondersi dietro la diatriba, considerando la questione risalente nel tempo: «L'azienda alla chiusura dei musei causa covid19, alla naturale scadenza dei contratti non ha pensato di poterli trasformare, come per altro avrebbe dovuto fare tempo prima se avesse rispettato la vigente normativa, dichiarando di non avere ancora ricevuto l'affidamento del servizio dal comune di Carrara, allora la soluzione più semplice è licenziare le lavoratrici e i lavoratori, che per anni hanno prestato servizio presso i musei.
Una soluzione, con il rinnovo del contratto, c’era. Prevista dalla legge. Ma si è scelto di non seguirla. «La conversione del testo al senato del Dl 18/2020, misure di potenziamento del servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per le famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da Covid 19 all’art 19 bis, dà la possibilità alle aziende che accedono agli ammortizzatori sociali di rinnovare i contratti a tempo determinato, questo avrebbe consentito di mantenere l'occupazione e il reddito a questi lavoratori e lavoratrici, e contestualmente comprendere le sorti dell'affidamento del servizio», accusa il sindacato.
«Pertanto chiediamo all’amministrazione e a Nausicaa di tornare indietro sulla loro decisione e di riattivare i contratti ai lavoratori e alle lavoratrici e di risolvere una volta per tutte la questione del contratto di affidamento, perché non si può giocare sulla pelle di chi lavora», conclude la Cgil.
Diversa la posizione dell’azienda. «Non si tratta di un licenziamento, ma di un contratto scaduto: come si sa le attività museali sono state bloccate a livello nazionale. L’interlocuzione con il Comune è in fase avanzata e al termine di questa saremo in grado di riassorbirli tutti», dice Luca Cimino di Nausicca.
E sul perché non si sia voluto accedere alla richiesta di avere gli ammortizzatori sociali, garantendo continuità di reddito ai lavoratori, risponde così: «L’ammortizzatore naturale esiste già. Ed è la Naspi». —
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