Il Tirreno

Si torna nell’orto, il pomodoro è fai da te

Si torna nell’orto, il pomodoro è fai da te

Soddisfatti gli agricoltori “amatoriali”e la Coldiretti: passo importante per contenere la fauna selvatica e contro il dissesto

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MASSA CARRARA. Sono tantissimi – 6 apuani su 10 secondo Coldiretti – , i “contadini” amatoriali che dopo la firma dell’ordinanza della Regione Toscana, possono tornare a curare i loro orti. Le regole sono ferree: non più di una volta al giorno, attività svolta al massimo da due componenti per nucleo familiare e sempre nel rispetto, ovviamente, delle norme di sicurezza relative al contenimento del contagio. Ma, gli appassionati tirano un sospiro di sollievo perchè ora possono andare ai loro campi anche se lontani da casa.

L’ordinanza ha trovato d’accordo Coldiretti soprattutto per l’aspetto legato al contenimento della fauna selvatica che è ormai una calamità anche nelle aree urbane, e alla lotta al dissesto idrogeologico e manutenzione delle canalizzazioni di deflusso delle acque.

Oltre agli imprenditori agricoli, anche chi si dedica alle attività agricole in via amatoriale può svolgere le operazioni colturali che la stagione impone e che sono necessarie alla tutela delle produzioni vegetali e può, inoltre, accudire gli animali allevati. Lo spostamento all’interno del comune e verso altri comuni può essere giustificato con la necessità di provvedere allo svolgimento delle attività di agricoltura amatoriale purché sia effettuato non più di una volta al giorno, da massimo due componenti per nucleo familiare.

«Dopo la silvicoltura e la manutenzione del verde – commenta Francesca Ferrari, presidente di Coldiretti Massa Carrara – questo è un altro passo verso la normalità che non significa aver vinto la battaglia contro il coronavirus. Questa attività deve essere condotta nel rispetto delle norme di sicurezza. Nella nostra regione la cultura dell’orto domestico è molto diffusa: queste sono le settimane decisive per preparare il terreno, seminare e programmare il raccolto che ha una sola ed esclusiva finalità di sostegno alimentare domestico. Ma sono sempre di più coloro che coltivano verdura ed erbe aromatiche su terrazze e davanzali».

Se in passato erano soprattutto i più anziani a dedicarsi alla coltivazione dell’orto, memori spesso di un tempo vissuto in campagna, adesso – sottolinea Coldiretti – «la passione si sta diffondendo anche tra i più giovani e tra persone completamente a digiuno delle tecniche di coltivazione. Investire sulla cultura dell’orto significa impegnarsi in una capillare azione di educazione alimentare per sensibilizzare i cittadini nei confronti della stagionalità delle produzioni, del rispetto ambientale e delle reali caratteristiche del cibo che si porta in tavola». —


 

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