Il Tirreno

gli atti del convegno 

Un’idea della Carrara del 2030 con più scuole e più accessibile

Luca Barbieri
Un’idea della Carrara del 2030 con più scuole e più accessibile

In una cinquantina di pagine riassunti i temi scaturiti dal convegno di novembre Nell’ottica delle Smart City, un occhio di riguardo per la mobilità sostenibile

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Carrara

Il centro di Carrara “disegnato” per il 2030: sostenibilità, accessibilità per «un museo a cielo aperto», tra laboratori e spazi interattivi. C'è chi ragiona sul piano della sosta e c'è chi si è concentrato su accessibilità e mobilità sostenibile. Poi spazio anche a musei e laboratori di scultura. Progetti, sogni, idee condensati in un fascicolo di una cinquantina di pagine che arriva da una serie di incontri targati dal Coordinamento per il Palazzo Rosso di Carrara (composto da 24 associazioni culturali) e dalla commissione Smart City dell’Ordine degli Ingegneri di Massa-Carrara. L'ultimo convegno a novembre in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara.

Traduzione di quel convegno, un report uscito nei giorni scorsi, un “disegno” di una Carrara proiettata tra dieci anni, seguendo l'Agenda Onu 2030, dal titolo “Il centro storico di Carrara. Sogni, visioni, idee, innovazioni, azioni”.

Le scuole.

Nel fascicolo, tra gli altri temi, ecco quello del rapporto tra il centro e gli istituti scolastici. «Il ragionamento va capovolto: non cosa possono fare le scuole per Carrara, ma cosa può dare il centro storico alle scuole», scrive nella relazione la dirigente dell'Istituto comprensivo Carrara e paesi a monte Luciana Ceccarelli che articola il concetto: «Carrara è un meraviglioso libro di storia e di storia dell’arte che nessun manuale scolastico può uguagliare». Tuttavia, «ci sono scuole che hanno bisogno di officine e laboratori con infrastrutture pesanti e conseguente necessità di spazi, che nel centro storico, con i suoi ovvi vincoli, purtroppo, non ci sono, né potrebbero trovare allocazione. Ma altre scuole, come i licei, hanno bisogno di spazi più leggeri, anche se specifici, e potrebbero quindi godere del privilegio di trovare collocazione in quel contesto storico culturale».

Mobilità e accessibilità.

E così, mentre sullo sfondo rimbalza il sogno di un palazzetto dello sport di Carrara, la visione del 2030 parte dai nodi del presente. Come quelli individuati da Bernardo Vatteroni (Coordinatore Commissione Smart City Ordine degli Ingegneri) che parte – sulla mobilità – dalla circolazione stradale al “sistema dell'offerta di trasporto comune”, passando per ciclo-pedonalità e piano della sosta. «Un quadro impressionante, un interminabile elenco di problemi da affrontare, con visione integrata, senza dimenticanze. Ognuno di questi problemi è “una priorità”, perché ogni persona ha priorità diverse», spiega Vatteroni. Mobilità sostenibile, ma anche accessibilità, perché «in provincia ci sono oltre 5mila disabili e, se non li vediamo entrare nei caffè, frequentare le opportunità offerte dal vivere quotidiano, muoversi in autonomia, non è per la loro pigrizia di abbandonare le mura domestiche, ma per la miopia culturale di non averli considerati e coinvolti nelle azioni, nei documenti, nelle decisioni che determinano l’organizzazione sociale di una comunità», fa notare il presidente della consulta provinciale delle persone con disabilità Pier Angelo Tozzi. Marciapiedi adeguati, segnaletica “easy”, impianti per non vedenti, percorsi tattili con guida e una mobilità urbana fruibile ed eco-compatibile: questa la città smart 2030 disegnata da Tozzi.

Laboratori e cultura.

Ma le strategie per il centro del 2030 dovranno aver risposto anche a «problemi seri, da affrontare con urgenza» sul lato artistico-culturale. Specialmente nel centro di una “Città Creativa” Unesco. Questioni che sono: «La crescita dell'attrattiva culturale e turistica e la capacità di comunicazione all'esterno. I turisti che visitano le cave non visitano il centro storico – sottolinea Fabrizio Lorenzani (studio Marmore +) –, non ne conoscono la storia e la cultura, non entrano in contatto con la sua popolazione: in queste condizioni è arduo pensare a un mercato dell'arte, sull'esempio della vicina Pietrasanta».

Luca Barbieri

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