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Mauro scrive a Mattarella «Celebriamo i nuovi eroi»
Dopo il ricovero è di nuovo a casa, in quarantena: ha sconfitto il virus
carrara
Dopo venticinque giorni passati in ospedale attaccato all'ossigeno Mauro Gregori, ex vigile urbano di Fossone (classe 1940), è finalmente a casa. E ora si gode la quarantena con la moglie, guardando le nipoti dalla finestra della sala. Lui è uno di quelli che il Covid-19 l'ha sconfitto. Gregori per ringraziare il personale del Noa ha scritto una lettera al presidente della repubblica Sergio Mattarella: «Signor presidente se vincenti, come certamente saremo, dovremo celebrare la giornata dei nuovi eroi - ha scritto Gregori - viviamo l'epoca dove l'apparire con qualsiasi mezzo è diventato essenziale, in questo contesto, una massa di attori mascherati ha seminato un profondo senso di solidarietà molto oltre la loro professione».
Gregori era stato ricoverato il 12 marzo. Dopo una settimana passata in casa con febbre molto alta, che non riusciva a far scendere neppure l'antibiotico, il figlio l'ha portato al pronto soccorso: «Ricordo che un infermiere che sembrava un'astronauta mi ha detto che ero positivo e mi hanno ricoverato - spiega Gregori - la cosa più brutta è che mi si sono gonfiati i piedi e per una settimana non sono potuto scendere dal letto. Una delle cose più tristi è sapere che uno che era ricoverato nella mia stanza sia morto. Io avevo il mio telefonino, che non è moderno, ma mi ha aiutato a passare il tempo. Mi hanno chiamato molte persone. Mi sono lamentato ingiustamente - prosegue Gregori - ma il personale medico e infermieristico mi è sempre stato vicino. Ricordo perfettamente alcuni nomi, scritti a pennarello sulle tute, le voci alterate dalle mascherine. Per questo ho decido di scrivere a Mattarella,per ringraziare tutte queste persone. Adesso sono a casa, mia moglie e i miei famigliari sono negativi. Esco un po' giardino e guardo le mie nipoti dalla finestra della sala». —a. p.
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