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Da oggi in funzione l’ex pronto soccorso
Carrara, arrivano i primi pazienti di cure intermedie. Responsabile della struttura il dottor Claudio Rasetto
Carrara
Una giornata storica, in un momento di grande emergenza e timori. Da questa mattina, ufficialmente, il Monoblocco di Carrara riavrà anche funzioni ospedaliere vere e proprie e quindi le luci resteranno accese anche durante la notte. Come informa la responsabile della Zona Distretto delle Apuane, la dottoressa Monica Guglielmi, saranno aperti i posti di cure intermedie destinati a pazienti Covid nell’ex Pronto soccorso al Monoblocco di Carrara. Sono 14 posti che - aggiunge - «ovviamente, occuperemo gradualmente. Il personale è composto da medici con esperienza e da medici più giovani, da infermieri e oss», cioè gli operatori socio sanitari.
In ogni turno turno - specifica - saranno presenti due infermieri, un medico e un oss. Il referente sanitario è il dottor Claudio Rasetto, medico anestesista di grande esperienza (ha diretto tra l’altro gli ospedali in Lunigiana, responsabile del reparto comi a Pontremoli, palliativista, coordinatore trapianti)».
Insomma, al momento si parte dall’ex Pronto soccorso. L’Asl ha sempre detto che parte di oculistica sarà impegnata solo a fronte di una extrema ratio; anche perché a breve entreranno in funzione anche i posti all’ex ospedale di Massa.
Insomma, il Monoblocco come importante risorsa. Sul tema interviene anche il parlamentare di Italia Viva, Cosimo Maria Ferri, che sollecita un tavolo istituzionale aperto anche ai sindacati per valutare il futuro del Monoblocco.
«Ci sta a cuore capire cosa succederà al Monoblocco di Carrara, da mesi segnaliamo l’importanza di un rilancio e di un potenziamento della struttura perché riteniamo che possa essere un presidio importante per la salute dei Cittadini, integrando i servizi del Noa a livello ambulatoriale polispecialistico. Siamo d’accordo con la decisione dell’Azienda Sanitaria - aggiunge Ferri - di destinare il reparto ricavato dall’ex Pronto Soccorso ai malati Covid 19 in via di dimissione, perché separato dalla struttura principale, ma vorremmo anche essere informati con chiarezza sui criteri di apertura e sul fatto che ci siano percorsi rigorosamente separati tra i pazienti positivi e quelli negativi (i quali ultimi si rivolgono al Monoblocco per altre patologie). Siamo contrari a portare infatti i pazienti affetti dal virus ai piani all’interno del Monoblocco, siano questi o all’Oculistica o al quinto piano, dove si svolgono l’attività ambulatoriale e/o quella delle prestazioni professionali. Sottolineiamo che al Monoblocco si rivolge un’utenza numerosa e articolata con diverse patologie, che la rendono particolarmente fragile: pazienti oncologici, diabetici, cardiopatici ecc. Chiediamo, inoltre, all’Asl di porre in essere tutte le misure necessarie per tutelare la salute del personale e dei pazienti. Va evitata ogni possibilità di contagio, come purtroppo avvenuto recentemente in alcune strutture in difesa dell’incolumità di tutti. E’ importante che l’Azienda si confronti in modo costruttivo con tutti e soprattutto che ci sia una chiara informazione. Chiediamo all’Azienda di sollecitare un Tavolo istituzionale, che possa tenere aperto un confronto con tutti i Soggetti competenti, coinvolgendo ovviamente anche le Organizzazioni Sindacali», conclude Cosimo Maria Ferri.
M.B.
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