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Basta una app e anche la bottega e il ristorante chiuso diventano delivery
Un giovane imprenditore lancia un sistema per aiutare le piccole imprese a vendere e consegnare a domicilio
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Si chiama “Just my Food” ed è un progetto solidale digitale a supporto delle piccole e medie imprese in periodo di Coronavirus. L’idea nasce da Marco Baldocchi, 41enne esperto di neuromarketing e consulente strategico aziendale diviso tra le società On Web di Lucca e la Marco Baldocchi Group di Miami. Baldocchi è anche presidente dei Giovani Imprenditori della Confcommercio di Lucca e Mass- Carrara e proprio confrontandosi con altri due soci, Enrico Cesari e Andrea Alessandroni, ha raccolto le istanze dei piccoli commercianti e ristoratori del territorio, alle prese con le difficoltà economiche derivate dal lockdown, e avvicinatesi loro malgrado al settore delivery per la propria sussistenza.
«Noi sviluppiamo tra l’altro app personalizzate anche in Ar (famosa quella che permetteva di localizzare Giacomo Puccini in 3D per le piazze di Lucca) – racconta Marco Baldocchi – e tutto ciò che facciamo nasce dal tentativo di dare risposte concrete a tutte le esigenze. Guardando, di questi tempi, le code ai supermercati e la conseguente riscoperta della piccola bottega (che inizia in molti casi a vacillare tra la gestione del pubblico e le consegne), nonché i molti ristoranti che si sono riciclati dalla chiusura forzata a fare servizio a domicilio pur senza averne esperienza, io e i miei soci abbiamo pensato di sviluppare un sistema integrato di sito web e app mobile per dare loro un aiuto concreto. E’ un sistema completamente gratuito per supportare il commercio in questo momento di grande crisi e in previsione della difficoltà nella riapertura degli esercizi».
I tre soci si sono accollati la spesa di implementazione stimata in circa 15mila euro, una parte dei quali doivrebbero arrivare dal crowdfunding Produzioni dal Basso. «Il progetto ha già ottenuto molto interesse e contiamo di essere totalmente operativi a partire dalla prossima settimana», spera Baldocchi. La parte web, già attiva, consiste in un portale al quale il commerciante o il ristoratore può richiedere l’iscrizione e inserire i propri prodotti, il raggio di copertura del servizio, gestire le ordinazioni e modificarne lo stato. Loro gestiscono gli ordinativi e i pagamenti in totale autonomia, il nostro aiuto è solo quello di avergli fornito uno strumento per rendere il lavoro di delivery più snello. La app permette invece all’utente di verificare con la geolocalizzazione, quali sono i negozi rispondenti alle sue necessità nelle vicinanze, accedere alla sezione e fare l’ordine. Nello stesso istante al venditore arriva una notifica e accedendo al web potrà evaderlo.
«L’intento - precisa Baldocchi - non era assolutamente quello di metterci in concorrenza con giganti del settore come Just Eat e Deliveroo, ma puntare proprio al segmento non servito da questi che è la realtà locale, fatta di ristorazione ma soprattutto di spesa. Mi ha sorpreso molto vedere che abbiamo avuto richieste anche da Roma e Milano, segno che stiamo colmando una vera necessità». Just my Food, nato a scopo solidale, sarà attivo per tutta la durata dell’emergenza e sarà il mercato a decidere se potrà diventare uno strumento su cui investire in futuro. L’interesse per questo settore da parte di Baldocchi è dimostrato anche dal recente libro che ha scritto sul “Neuromarketing per il food” e dall’omonimo gruppo Facebook che include circa 250 membri tra ristoratori ed operatori del settore, diventato un ottimo banco di prova come feedback per l'applicazione. «La grande preoccupazione della categoria dei ristoratori è tangibile. Qualcuno non riesce ancora ad essere propositivo, eppute è conscio che la ristorazione insieme al turismo sono sempre stati i volani della nostra economia. Noi abbiamo cercato di fare qualcosa, sicuramente perfettibile, ma andava fatto subito». —D.M.
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