Il Tirreno

la polemica 

Regolamento agri marmiferi, Bottici: ora vedremo chi è che bluffava

L.B.
Regolamento agri marmiferi, Bottici: ora vedremo chi è che bluffava

«L’emendamento sull’articolo 7 conferma che il lavoro della commissione non era finito, è mancata la coerenza»

4 MINUTI DI LETTURA





Carrara

Regolamento agri marmiferi, Cristiano Bottici (Pd) replica: «In consiglio comunale si vedrà chi bluffa». Dopo l'ultima seduta di venerdì scorso la “palla” adesso passerà dalla commissione marmo al consiglio comunale che alla prima convocazione utile vedrà tra gli ordini del giorno l'approvazione del regolamento degli marmiferi fresco di parere della commissione. E così, dopo le parole del vicesindaco Matteo Martinelli («mancanza di dibattito? È un ossimoro», ha detto l'assessore al marmo), a parlare questa volta è il consigliere democratico Cristiano Bottici. «Intanto – comincia – ringrazio il vicesindaco per avermi dato ragione, forse senza accorgersene. In questi giorni noi abbiamo contestato il voler per forza addivenire a una votazione in commissione politiche per il marmo – riepiloga –, senza aver terminato l'analisi, anche alla luce della riunione di mercoledì 8 aprile nella quale la maggioranza ha presentato un testo con importanti novità sostanziali, chiedendo alla minoranza di votare due giorni dopo. È questa accelerazione che stona», precisa Bottici che poi spiega: «Visto che alla discussione, iniziata nello scorso novembre, mancava veramente poco per concludersi, avevamo evidenziato che non avremmo partecipato alla votazione (e non abbiamo votato), ma avremmo comunque detto la nostra sulla novità relativa all'articolo 7 del testo – l'accoglimento di una nostra proposta in tema di cave miste – che pone però, per come è formulato, problematiche da un punto di vista procedimentale e legale anche in relazione ad altri articoli del regolamento (si veda sul bando di gara)», articola. Nei giorni scorsi, ricordiamo difatti, sempre Bottici era intervenuto sulla modifica del testo in tema di cave miste: «Sia nella bozza del novembre, sia in quella trasmessa alle associazioni al termine della discussione, nonostante le nostre osservazioni, al comma 2 dell'articolo 7, sul tema cave miste, si parlava sempre di “affidamento diretto al privato” qualora “l'estensione del bene appartenente al patrimonio indisponibile del comune all'interno dell'area” non fosse stata “prevalente”. Adesso invece l'affidamento diretto è diventato un'ultima ipotesi, solo in assenza di aggiudicatario in gara. In poche parole sostengono quello che avevamo proposto noi», aveva commentato. E torniamo così alle ultime ore. «Evidentemente – riprende – qualcosa di vero nella nostra riflessione c'era se durante la commissione si è presentato un emendamento al testo. E poi, perché il dirigente ha chiesto il tempo per poterlo esaminare, si è soprasseduto votando e rimandando probabili emendamenti in sede di approvazione in consiglio comunale. Non è singolare rinviare a emendamenti in consiglio quando la commissione deve ancora votare il parere? – chiede il consigliere –. Tutto ciò certifica che il lavoro svolto non era finito. Comunque ne discuteremo in consiglio comunale e spero in un consiglio aperto. Lì si vedrà chi è rimasto coerente e chi per anni ha bluffato clamorosamente. Un ultimo pensiero – chiude Bottici – per la presidente della commissione politiche per il marmo. Il giorno precedente ringrazia tutti i componenti della commissione per l'apporto ai lavori, due giorni dopo invita gli stessi consiglieri a cominciare a lavorare. La coerenza, questa sconosciuta...».

Insieme per Carrara, con una nota di Andrea Vannucci e Gianenrico Spediacci, aggiungono: «I cinque stelle, per cinque anni, hanno gridato che il regolamento del marmo si sarebbe potuto e dovuto fare in un mesetto e che chi governava tirava le cose per le lunghe per favorire gli industriali. Quando ci hanno provato si sono scontrati contro la dura realtà delle cose, che sono difficili, delicate e soprattutto condizionate dalla nuova legge regionale. Quest'ultima - scrivono - è il vero strumento di governo del settore che il regolamento deve affinare ed adattare alla specificità della condizione di Carrara. Hanno impiegato tre anni per produrre un papocchio, tanto inutile quanto lontano da tutto ciò che hanno urlato per anni. Si è provato a metterci qualche pezza con un lungo lavoro in commissione, ma alla fine, dei loro tanto sbandierati principi, non è rimasto nulla. Cosa, peraltro, pregevole perché, se fossero riusciti a fare ciò che hanno promesso, sarebbe stato un vero disastro. Provano a nascondere il loro fallimento nella quarantena del virus. La spregiudicatezza non è annoverabile tra le virtù, ma quando si applica in contesti drammatici come quello che sta vivendo la nostra comunità, sconfina nel capriccio irresponsabile».L.B.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web