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10 Aprile, il ricordo ai tempi di Covid-19
Consiglio comunale solenne in streaming ieri in municipio Lorenzetti: anche questa contro il virus è una guerra mondiale
massa
La celebrazione solenne per il 75esimo anniversario della Liberazione di Massa, la prima (e, ci si augura, l’ultima) in tempi di Covid-19, si fa in diretta streaming.
Ieri mattina intorno alle 10 il consiglio comunale è tornato a riunirsi. Oltre al sindaco Francesco Persiani, il presidente della Provincia Gianni Lorenzetti, e il presidente del Consiglio comunale Stefano Benedetti, hanno preso parte alla diretta diversi consiglieri e tutti i capigruppo, sia di maggioranza che opposizione, quasi a dimostrare come la ricorrenza, nonostante le divisioni politiche, debba unire e non dividere la cittadinanza. Ad aprire il consiglio è stato Benedetti; dopo la riproduzione dell’Inno d’Italia, il presidente del consiglio comunale ha ricordato la storia della Resistenza i drammi che la popolazione ha subito dal settembre 1943 all’aprile 1945: la strategia del terrore dei nazisti, gli sfollamenti reputati «dramma nei drammi», i 629 caduti e le 797 vittime delle rappresaglie, le case e i paesi distrutti, la popolazione affamata, l’economia azzerata, le industrie distrutte, ma anche i ruoli fondamentali della Resistenza, «gesto di riscatto civile», e dell’intervento americano.
Presa la parola, il sindaco Persiani ha voluto dedicare un minuto di silenzio a tutte le vittime del coronavirus nella provincia. «Nonostante siano passati due terzi di secolo, è un dovere ed un piacere ricordare e festeggiare questa ricorrenza. Bisogna festeggiare perché è il momento in cui Massa ha ritrovato la libertà, e bisogna ricordare fin tanto che gli avversari verranno considerati nemici». Il primo cittadino ha poi rivolto un ringraziamento a tutti quelli che hanno partecipato alla lotta di liberazione.
L’intervento del presidente della Provincia Lorenzetti, oltre a rammentare l’importanza ed i valori della storia locale, si è basato sul parallelismo con la situazione attuale, nonostante le dovute differenze: «All’epoca il nemico era chiaro e si combatteva una guerra sanguinosa. Anche oggi stiamo combattendo una guerra mondiale, nonostante il nemico sia piccolo ed invisibile; ciò che accomuna quel periodo al nostro è la limitazione alla libertà, le pesanti privazioni. In questo momento ci stiamo rendendo conto dei valori della vita e della libertà». A concludere la seduta, è intervenuto Pierandrea Pennoni, studente del Liceo Classico Pellegrino Rossi, che ha letto alcuni elaborati fatti dai colleghi Alice Fazzi, Agnese Ramagini, Lorenzo Mariotti e Tommaso Quadrella. Nei testi vengono rievocati alcuni episodi della Resistenza, come il suicidio di Marcello Garosi, il quale «come Catone l’Uticense in un estremo gesto di libertà ha preferito togliersi la vita piuttosto che cadere nelle mani del nemico»; la distruzione del Palazzo dei Conti Giorgini o della Chiesa di San Sebastiano «sventrata come una balena», che ha comportato la distruzione stessa del passato cittadino; l’eccidio delle Fosse del Frigido, avvenuto con l’inganno; il totale annientamento della vita umana, «il peggiore dei nichilismi». La celebrazione, durata circa un’ora, si è conclusa con la riproduzione dell’Inno d’Italia. —
ivan zambelli
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