Il Tirreno

Fatturati dimezzati per le aziende apuane

Luca Barbieri
Fatturati dimezzati per le aziende apuane

Uno studio della Camera di Commercio su 416 imprese certifica il dato. A sorpresa va male anche l’agro-alimentare

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massa-carrara

I numeri parlano chiaro: una perdita stimata per le aziende apuane, nel periodo che va da marzo a giugno, di quasi il 50 per cento in termini di fatturato. Meno” 48 per cento di media che va a fare il paio con un altro “meno”: il 46 per cento come ricadute negative occupazionali (tra cassa integrazione e licenziamenti). Questi i dati. All'interno dello stesso fascicolo ci sono poi le parole ricorrenti, quelle che sintetizzano i temi più sentiti dalle aziende: “liquidità”, “credito”, “rete”, “sburocratizzazione”, “smart working”, “protezione per la riapertura”.

Numeri e parole insieme in un report per raccontare e spiegare storie, scenari e preoccupazioni delle imprese apuane e dei lavoratori. Il tutto nello studio, “Gli effetti del Coronavirus sull'economia di Massa Carrara”, dell'Istituto di Studi e Ricerche (della Camera di Commercio apuana).

Il report fotografa così la situazione tramite un'indagine compiuta ascoltando 416 imprese al centro della ricerca presentata nella conferenza stampa virtuale da Vincenzo Tongiani, presidente Isr con il ricercatore Daniele Mocchi e Dino Sodini, presidente dell'ente camerale. Dai cali di fatturato alla potenziale ricaduta occupazionale perché, precisa il numero uno dell'Isr, «se c'è una preoccupazione delle imprese è altrettanto significativo il problema occupazionale».

E i numeri lo sanciscono: «Il 64 per cento delle imprese intervistate ha dichiarato che dovrà licenziare o ricorrere alla Cassa integrazione guadagni per fronteggiare questa fortissima crisi». Parliamo di oltre 250 aziende apuane. Come vediamo a parte, lo studio va così da «flessioni pesantissime» che gli studiosi si aspettavano (commercio a dettaglio, turismo, su tutti) ai cali a sorpresa (agro-alimentare), passando per quei comparti con un calo più contenuto (metalmeccanica e nautica).

«Siamo di fronte alla peggior crisi dal dopoguerra – non ci gira intorno il presidente Sodini –. Ci preoccupa ancora di più perché il nostro tessuto provinciale era già provato. Sono dati in evoluzione continua, ma dobbiamo pensare al “dopo”, capire come riaprire. Noi come ente lavoreremo sui protocolli di sicurezza e tramite voucher regionali metteremo a disposizione 250 mila euro per le imprese. Ho ricevuto tantissime telefonate di imprenditori: c'è una grande paura». —

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