Il presidio
Il centrosinistra unito: «Basta con Benedetti si dimetta da presidente»
La provocazione con la bandiera della Ue scatena le opposizioni che chiedono l’intervento del sindaco e della maggioranza “Stufi di provocazioni e falsità”
massa
Si allenta la morsa dell’epidemia, si riaccendono in parallelo le polemiche politiche. A innescare il detonatore di uno scontro di cui poco si sentiva la mancanza è stato Stefano Benedetti, presidente del consiglio comunale, il quale con un gesto simbolico di chiaro sapore provocatorio e ben ancorato alla attualità dell’impasse dell’Ue sugli interventi salva economia, si è fatto filmare mentre spostava la bandiera dell’Unione europea nel suo ufficio, per metterla in un angolo.
Un atto che ha avuto l’effetto di unire tutte le forze del centrosinistra, che hanno trovato unità e concordia nel condannare – ancora una volta – i comportamenti del presidente del consiglio comunale di Massa, definito inadeguato e non in grado di occupare quel ruolo. Articolo1 Mdp, Articolo Primo, Italia Viva, Lista Volpi Sindaco, Partito Democratico, Partito Socialista, Partito Repubblicano, Sinistra Italiana, Sinistra Progressista, Uniti per la città sono le forze che prendono posizione e chiedono a gran voce la rimozione di Benedetti.
«Ci uniamo oggi – scrivono – in una ferma condanna dell’operato del presidente del consiglio comunale, Stefano Benedetti. Stigmatizziamo con preoccupazione un comportamento assolutamente non accettabile, che non interpreta nel modo più assoluto il sentimento antifascista e democratico della nostra città».
In questa emergenza, dicono ancora (il riferimento è all’epidemia Covid -19), «irta di difficoltà, ci siamo responsabilmente messi a disposizione della nostra comunità per offrire tutto il nostro contributo, di proposte ed azioni, con lo scopo di fronteggiare la crisi nel modo più efficace per la cittadinanza. La nostra tradizione politica conosce il senso profondo della solidarietà e della sussidiarietà, che sono radicate nei nostri valori. Le forze di minoranza speravano di trovare degli interlocutori finalmente disponibili al dialogo e aperti alla ricerca di soluzioni condivise ed invece così non è stato. Al contrario il fuoco della polemica non è stato spento. A Benedetti diciamo basta. Basta con le provocazioni. Basta con le azioni che contrastano con la cultura democratica di questa città: ultimo in ordine di tempo quello della rimozione della bandiera europea. Basta con comportamenti irresponsabili che minano la credibilità delle istituzioni. Comportamenti aggravati dalla crisi che stiamo vivendo nella quale la tenuta sociale è messa a dura prova. In quel vergognoso video ha usato un “Noi” che ha il dovere di spiegare. A chi si riferisce? Noi chi? Noi consiglio comunale, visto che indossava la fascia da presidente? Noi massesi, visto che si trovava nel suo ufficio pubblico? Oppure quel “noi” era un solo arrogante pluralia maiestatis? E sempre dal suo ruolo si permette di attaccare personalmente gli avversari politici con falsità e modi inammissibili, facendo leva sui poteri che le derivano dalla carica che ricopre».
Su tutto questo, incalzano le forze dell’opposizione di centrosinistra, occorre un intervento del primo cittadino: «Ci chiediamo: il sindaco di Massa cosa dice? Parli, faccia sentire la sua voce. Non vogliamo pensare che il Suo silenzio significhi che è d’accordo col presidente del consiglio comunale». E ancora: «La maggioranza, cosa dice? Si pronunci pubblicamente». Infine , la richiesta di revoca: «Si dimetta infine Benedetti. Ora e qui. Lasci il ruolo che ricopre affinché venga sanata quella ferita all'autorevolezza della Presidenza del consiglio, che certi scivoloni politici hanno causato». —
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