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Una commissione ristretta valuta le strutture più colpite
lunigiana
Finalmente buone notizie dalla Rsa più martoriata dal Covid-19 tra contagi del personale, moltissime oss e tutti le infermiere, e dei pazienti: al Galli Bonaventuri la situazione gestionale sembra tornare su condizioni meno drammatiche, con percorsi differenziati e il personale inviato dall’Usl che pare in grado di poter garantire l’assistenza ponte fino al rientro dei dipendenti dell’azienda.
Stime precise al momento non ce ne sono, ma anche la direttrice della Società dalla Salute Rosanna Vallelonga aveva parlato di situazione in via di normalizzazione per il post 10 aprile.
Tra la Rsa vera e propria e la casa S.Anna sono stati diversificati i percorsi Covid e non Covid, in modo da evitare situazioni di prossimità che potrebbero allargare il contagio ulteriormente. Misura che in assenza del personale, e della capo infermiera, non era stata attuata per alcuni giorni e che potrebbe avere influito sul numero di pazienti poi riscontrati positivi. Tra le due strutture finora si registrano otto morti. Al S.Anna stanno prestando servizio gli operatori della Croce rossa.
Intanto nella serata di lunedì è stato fatto un report arrivato sulle scrivanie della Sds sulle condizioni delle varie strutture. Il documento conferma la forte situazione di criticità segnalata in alcune strutture, quattro di preciso: Galli, Cabrini, Fontana Rossa e Villa Angela. I casi aumentano però la situazione non si è allargata con numeri allarmanti al resto delle Rsa.
Una commissione ristretta si sta occupando però della gestione di queste difficoltà, immaginando scenari alternativi. La presa in carico dei pazienti per le cure o altre ipotesi, mai del tutto tramontate, che potrebbero prevedere eventuali trasferimenti tra cure intermedie e altre situazioni da individuare.
Proseguono intanto le indagini sierologiche su personale e pazienti disposte dalla Regione e che dovrebbero essere ultimate la prossima settimana. Pare però che laddove non ci siano utenti con sintomatologia evidente a fare lo screening sarebbero solo i sanitari. È anche iniziato il lavoro dei medici delle Usca nelle Rsa più colpite.
Alla direzione di tutte queste è arrivata una lettera del sindacalista Alessio Menconi della Cgil Fp che invita a rivedere il documento di valutazione del rischio data la situazione attuale. —
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