Il presidio
Mascherine non più per strada ma consegnate rimanendo in auto
Il sindaco Persiani: «Costretti a fare marcia indietro per le sterili polemiche del Pd. Danno ai cittadini»
massa
Alla fine l’amministrazione comunale ha dovuto fare marcia indietro sulla consegna delle mascherine ai cittadini: non sarà più fatta per strada, ma in macchina. Troppe polemiche, troppe accuse, gli appelli “fermate Persiani”, la paura degli assembramenti, il presunto non rispetto della privacy. A scatenare il tutto è stato il Partito democratico, prima la deputata del Pd Martina Nardi, poi il consigliere regionale Giacomo Bugliani e alla fine è intervenuto anche il Movimento 5 Stelle, Italia Viva e chi più ne ha, più ne metta.
La risposta è stata obbligata: «A seguito delle polemiche scatenate dal Pd– dichiara il sindaco Francesco Persiani– che hanno generato falsi pericoli e un allarmismo dilagante, si è determinata una fortissima tensione sociale che potrebbe destabilizzare la sicurezza della nostra comunità. Poiché non è più possibile prevedere come la situazione possa evolversi, e garantire una corretta e sicura distribuzione delle mascherine di tipo chirurgico, siamo costretti a non procedere con le modalità annunciate. Dobbiamo tutelare l’operato dei volontari, della Protezione Civile e di tutti i cittadini che potrebbero ora essere esposti a critiche o attacchi mediatici– continua il sindaco– Infatti, aver messo in discussione in modo del tutto ingiustificato e immotivato la correttezza di quanto predisposto dall’Amministrazione comunale (17 punti di distribuzione dislocati su tutto il vasto territorio comunale, al fine di evitare spostamenti, con l’assistenza di oltre 50 persone tra volontari di Protezione civile e altri volontari appositamente istruiti e formati) impedisce di poter svolgere questo fondamentale servizio con quella serenità d’animo e tranquillità indispensabile. Aver anche solo tentato di minare la credibilità di questa operazione, ne ha compromesso in modo irrimediabile la fattibilità. Sarà solo un contrattempo. Certamente la distribuzione subirà, non per colpa nostra, dei rallentamenti, ma stiamo studiando soluzioni alternative consci che in una emergenza sanitaria ogni azione anche la più corretta può comportare controindicazioni e quindi non si deve mai smettere di mettersi in discussione. Proseguiremo dunque nella consegna a domicilio con le prenotazioni al Coc per le persone anziane o impossibilitate a muoversi e nelle zone di montagna. Solo ed esclusivamente per chi ne ha fatto o ne farà richiesta (i cittadini saranno contattati per orari e modalità così da non creare traffico) attiveremo in più giornate una consegna con il sistema drive through, ovvero in auto, nel più ampio rispetto della sicurezza. Mentre noi continuiamo a lavorare nell’interesse della città– conclude– non ci confondiamo con le sterili provocazioni della sinistra che ha perso l’occasione per dimostrarsi collaborativa, preferendo fomentare una polemica che ha generato, questo sì certamente, un danno per tanti cittadini». —
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