Il Tirreno

dopo il blitz 

«L’area del Politeama trovata nel degrado non è del Comune»

L.B.
«L’area del Politeama trovata nel degrado non è del Comune»

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Carrara

«La denuncia non spetta al Comune: l'area interessata è quella privata». Da palazzo civico tornano l'indomani sul blitz dei Carabinieri al Politeama Verdi della mattinata di venerdì. Un'operazione nel palazzo del centro – sotto sequestro da undici anni ormai – e su cui da piazza Due Giugno commentano: «Nel quotidiano dialogo e confronto con le forze dell'ordine c'è stato un aggiornamento anche su questa vicenda che riguarda però un'ala del palazzo dove il Comune non ha proprietà. Quindi non deve essere certo il sindaco a fare la denuncia, ma l'amministratore del condominio». L'ala in questione, al centro della vicenda, è quella, per intenderci, sul lato di via Roma. Ricordiamo che il Comune possiede dei millesimi nel corpo centrale della struttura, mentre entrambi i corpi laterali dell'edificio sono proprietà privata. Il recente caso ha così riportato l'attenzione su una delle questioni annose del centro cittadino e più generalmente della città. Un tema sul tavolo dell'amministrazione, ma l'agenda politica per forza di cose ha lasciato spazio all'emergenza sanitaria Covid-19. Tornando al blitz delle scorse ore compiuto da una decina di carabinieri in divisa e in borghese (equipaggiati con guanti e mascherine) guidati dal maggiore Cristiano Marella, l'operazione ha portato alla scoperta di recenti tracce di bivacco e giacigli abbandonati. Un sopralluogo, riepiloghiamo, nato da alcune segnalazioni giunte in via Chiesa (sede della compagnia); nello specifico, dei cittadini avevano riferito di aver notato delle persone intrufolarsi nel cantiere di piazza Matteotti. E allora nella mattina di venerdì scorso ecco il sopralluogo dove i militari hanno prima constatato la rimozione dei sigilli per introdursi nell'immobile, al pianterreno (ex sede della banca). Poi hanno notato una stanza con giacigli di fortuna, ricavati con cartoni e coperte, nonché indumenti usati. Non solo. Ai piani superiori infatti, tra calcinacci e vetri rotti, i militari hanno constatato inoltre anche il nodo della situazione igienica e sanitaria: aria irrespirabile e rifiuti vari. Dopo il sopralluogo dei militari dell'Arma è stato così convocato il custode dello stabile e informato il Comune da cui però precisano che quell'area non è di proprietà di piazza Due Giugno. —

L.B.

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