Il Tirreno

Partiti i tamponi ai medici ma non per tutti

Manuela D’Angelo

La Usl sta eseguendo soltanto i test sierologici sugli operatori sanitari, ma c’è chi è andato a Prato a farlo privatamente

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Massa Carrara

Sono cominciati, seppur in ritardo, i test sierologici per tutti gli operatori socio sanitari che lavorano negli ospedali della provincia apuana. Una misura che arriva in corsa e che il sindacato della Cgil saluta con moderata soddisfazione. «Avevamo chiesto tamponi a tappeto per medici e infermieri, senza escludere nessuno– dichiara Valerio Musetti della Cgil– L’azienda sanitaria è partita a controllare chi aveva dichiarato contatti diretti con pazienti Covid e sta facendo i prelievi sierologici, che solo se positivi porteranno al tampone. Insomma, diciamo che non siamo del tutto soddisfatti e continueremo a chiedere tamponi per tutti».

La Usl Toscana nord ovest, ha nel frattempo confermato che «tutti gli operatori della radioterapia e della senologia che lavorano al Civico di Carrara, sono risultati negativi al test sierologico per il Covid-19 che i medici e infermieri della medicina preventiva, diretta dal dottor Francesco Buono, hanno effettuato sul personale sanitario. Solamente un sanitario ha manifestato un contatto pregresso e quindi è risultato comunque fuori pericolo. Nessuno, al momento, necessita di tampone. Ciò– continua l’azienda– a dimostrazione che le procedure messe in atto da alcune settimane, come il filtro dei pazienti con la misurazione della temperatura nei due ingressi del Civico, l’igiene delle mani, l’uso di mascherine e guanti per i pazienti ed operatori, sono risultate efficaci nel prevenire il contagio virale e testimoniano la sicurezza in cui pazienti e sanitari, operano quotidianamente sei giorni la settimana per offrire un servizio di qualità alla popolazione della provincia e territori limitrofi». Sui tamponi ai medici e agli infermieri, però, dice sempre la Asl apuana, c’è ancora molta confusione: l’iter prevede il prelievo sierologico per tutti, ovvero un banale prelievo del sangue da cui però è possibile verificare se ci sia stato un contagio e che solo successivamente, e se necessario, prevede il tampone vero e proprio con l’esito della positività. Le voci che soltanto alcune categorie di medici avrebbero ottenuto il tampone sono dunque distorsioni della verità: «È il medico di medicina del lavoro– dice la Asl– che indica quali operatori sanitari debbano essere sottoposti immediatamente al tampone, perché venuti a contatto con persone infette, o perché gravemente sintomatici. Per tutti gli altri c’è il prelievo sierologico». L’azienda quindi si sta muovendo per tutti ma, nonostante questo, c’è chi ha già optato per un test privato, a pagamento, che, al momento, sta effettuando soltanto un laboratorio di Prato, con grandi polemiche. «Fa scalpore la notizia che da lunedì a Prato, con il pagamento di 102 euro si potrà avere il tampone per il coronavirus e sapere in due giorni se si è positivi o meno. Si specula sulle paure e sul dolore della gente– tuona Andrea Quartini, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle – La sanità italiana è pubblica e tale deve rimanere. Gli studi privati non devono speculare sulle paure della popolazione».

Al momento, come detto, non ci sarebbero laboratori apuani privati capaci di effettuare il tampone Covid-19: la Usl ricorda che non è una analisi banale e che per eseguirla occorre un biologo molecolare, un tecnico specializzato e un macchinario di non comune utilizzo. —

Manuela D’Angelo

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