Il presidio
«No ai test di laboratori privati Denunceremo chi procede»
La Regione specifica che le strutture private potranno effettuare i test solo se convenzionate, viceversa il dato non avrà alcun valore
Massa Carrara
«Test sierologico a personale sanitario, socio-assistenziale, volontariato. No ai test dei privati». È perentoria la Regione Toscana: «Test sierologici rapidi a chi appartiene alle categorie con maggior rischio espositivo, anche in ragione della tutela della salute pubblica. O, su richiesta del medico o pediatra di famiglia, ai singoli individui che manifestino sintomi di infezione da Covid. I test sierologici fatti dai privati non avranno nessun valore».
La Regione è disposta a convenzionarsi con i privati che lo vorranno. Ma se invece questi procederanno a fare i test in autonomia, la Regione li denuncerà alla Protezione civle nazionale, chiedendo la requisizione dei kit per i test sierologici. È il contenuto della nuova ordinanza firmata oggi del presidente Enrico Rossi: «Abbiamo deciso di mettere ordine nel campo dei test sierologici - ha detto Rossi– Faremo il test sierologico secondo un ordine di priorità che in futuro potrà anche allargarsi. Prima di tutto abbiamo pensato agli operatori sanitari, e poi a quelli delle Rsa, Rsd, strutture socio-sanitarie e di accoglienza; al volontariato, le farmacie, le forze dell'ordine, il personale penitenziario. Anche ai singoli cittadini, se il medico o pediatra di famiglia lo riterrà necessario. Ma al di fuori di queste categorie, non si potranno fare i test rapidi. E i privati che vorranno farli, dovranno convenzionarsi con noi. Se il test viene effettuato al di fuori della sanità pubblica, dove viene fatto gratuitamente, per noi non ha nessun valore».
Insomma la Regione cerca di mettere in guardia chi tenta la speculazione. —
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